110mila i visitatori di Chic Beijing

110mila visitatori per Chic Beijing: quattro giorni di incessante via vai di famigliole con prole sulle spalle, giovani fashion victim, collezionisti di shopping bag, donne e uomini di affari, specialisti del sourcing. Una parata di diversità che ha fruttato agli espositori italiani buoni incontri ma generato anche qualche perplessità.
"Nel 2011 il totale delle esportazioni di prodotti tessili e di abbigliamento dall'Italia verso la Cina ha raggiunto quota 1,383 miliardi di dollari, posizionandosi al primo posto tra le nazioni dell'Ue", dice Chen Dapeng, vice presidente della China National Garment Association, nonché presidente del salone Chic Beijing, un colosso fieristico da 1.100 espositori, che dal 26 al 29 marzo ha accolto oltre 80 marchi italiani, collocati dentro e fuori l'Italian Pavilion del New China International Exhibition Centre.
Giunto alla sua 20esima edizione, traguardo celebrato in fiera con cena e spettacoli dal vivo, Chic ha offerto una panoramica su moda maschile, femminile, bambino e accessori, contando sulla partecipazione di brand in arrivo da 21 Paesi, attratti da un mercato dell'abbigliamento al dettaglio che, secondo il Boston Consulting Group, ha raggiunto un fatturato di oltre 60 miliardi di dollari nel 2010 (il totale non comprende l'intimo, gli accessori tessili e il bambino), con previsioni di incremento del 15% annuo da qui al 2015, e un consumo interno nel periodo gennaio-settembre 2011 aumentato dell'11,3%.
Il reportage completo del salone, con i commenti di alcuni degli espositori italiani presenti, sarà pubblicato sul prossimo numero di Fashion, il 1828, in uscita il 20 aprile.
m.b.
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