24 miliardi di euro il target di Ppr per il 2020

Alla conferenza stampa di presentazione dei risultati annuali, il Gruppo Ppr ha annunciato l'ambizioso obiettivo del management per il 2020: raggiungere i 24 miliardi di ricavi, circa il doppio rispetto ai 12,2 miliardi realizzati nel 2011 (+11% rispetto a un anno prima) resi noti ieri. A quella data, circa 10 miliardi saranno realizzati in Asia e le vendite online arriveranno a quota un miliardo di euro.
Nelle previsioni della società, che già da qualche anno si sta rifocalizzando su lusso e sportswear a scapito del retail, la divisione Sport e Lifestyle conterà per il 40% del giro d'affari, contro il 60% dei brand di alta gamma.
Per quanto riguarda il business del retail, dallo scorso anno si sa che il polo delle vendite a distanza Redcats (dopo l'uscita, nel 2006-2007, da Printemps, nel 2009 da Cfao e nel 2010 da Conforama) è stato messo in vendita. Come emerge dai media francesi, il direttore generale Jean-François Palus avrebbe detto che sono al vaglio vari acquirenti potenziali e che si tratterebbe di fondi di private equity. Ppr intende cedere anche Fnac, che nel bilancio 2011 ha totalizzato 4,2 miliardi di euro di ricavi, in calo del 3%, e un utile operativo della gestione caratteristica quasi dimezzato a 102,6 milioni. Per i negozi della catena in Italia pare ci siano già dei potenziali compratori: si tratterebbe di industriali del nostro Paese. In ogni caso per tutti gli store dell'entertainment e delle tecnologie è stato varato un piano di ristrutturazione da qui al 2015, che dovrebbe riportare i conti in regola.
Tra i progetti annunciati dai vertici relativamente alla luxury division c'è l'espansione del network dei negozi a gestione diretta, con focus sugli emerging market, nonché il lancio di nuove categorie di prodotto. Per i brand nell'area Sport e Lifestyle sono in programma lo sviluppo in nuovi mercati e il rafforzamento in quelli consolidati.
Dopo l'acquisizione di Brioni, finalizzata a inizio anno, non sono da escludersi ulteriori acquisizioni. "Purché si tratti di marchi con un'identità ben definita e riconosciuta, dall'alto potenziale di crescita e complementari al portafoglio del gruppo", precisano da Ppr.
e.f.
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