A New York l’ultima tappa del road show di Milano Unica

In quella che è stata l'ultima tappa di un roadshow iniziato lo scorso primo dicembre a Barcellona, Milano Unica ha illustrato ieri al pubblico newyorkese al suo prossimo appuntamento: quello dell'Expo italiano del tessile europeo, che prenderà piede a Milano dal 14 al 17 febbraio con le collezioni in tessuto della primavera-estate 2007.
La presentazione della fiera ha avuto luogo presso il Bryant Park Grill, locale ubicato nel noto parco di Manhattan Bryant Park, che tra meno di dieci giorni sarà teatro della settimana della moda newyorkese. L'evento che ha portato Milano Unica a sbarcare a New York è stato patrocinato da Ice, Moda In, Milano Unica e dal Ministero delle Attività Produttive.
A prendere la parola ieri è stato Beppe Pisani, presidente di Ideacomo, l'associazione rappresentata da Milano Unica insieme a Ideabiella, Moda In, Shirt Avenue e Prato Expo (quest'ultima appena diventata parte integrante della manifestazione). Pisani ha ribadito cosa Milano Unica si aspetta da questa sua prossima edizione: un totale di 30 mila visitatori - contro le 27.500 presenze rilevate nel 2005 -, e un numero di aziende-clienti di 18 mila unità, contro le 15 mila del debutto.
700 le aziende che si prevede esporranno le loro collezioni. Erano 609 alla prima edizione. Al discorso di Pisani è seguita la presentazione delle tendenze in tessuto della primavera-estate 2007, a cura di Moda In. Dettagli sulle stoffe, i colori e le materie prime sono arrivati da Angelo Uslenghi, che ha ribadito il concetto di "less is more", ponendo l'accento sul filo conduttore della stagione del 2007, "un edonismo discreto e raffinato", come ha precisato, connotato da "semplicità e moderazione" che si confermano però come risultato diretto di un lavoro molto ricco e complesso. Un trend dove, ha dichiarato Uslenghi, "i riflettori sono sui dettagli e sul contenuto culturale". L’esperto e consulente di Moda In da lungo tempo ha parlato dei tre temi principali che caratterizzeranno la primavera-estate 2007 : la "suaveness", manifestazione di "leggerezze naturali che si traducono in sofisticate espressioni”; la "workmanship", che rappresenta "le abilità manuali intese come equilibrio tra mente e corpo" e la "luminosità", che implica l'utilizzo di "fonti alternative di luce per catturare l'attenzione". Il tutto connotato da una "rusticità" che non deve essere interpretata tanto in senso letterale, quanto in modo "concettuale, intellettuale", vista come presupposto che giustifica l'utilizzo di fibre naturali, in aderenza ai canoni dell'eco-fashion, che stanno prendendo sempre più piede.
l.n.a.
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