A Pitti Allegri fa parlare i tessuti, insieme a Giovanni Gastel

Aver raggiunto il traguardo del tessuto di ricerca numero 2mila, dal 1971 a questa parte, non è impresa da tutti: Allegri, azienda toscana specializzata nell’outerwear, ha messo a segno questo importante obiettivo e ha deciso di celebrarlo con un’iniziativa in corso nello stand al Padiglione Centrale della Fortezza da Basso di Firenze, in collaborazione con Giovanni Gastel.
Si tratta di una mostra in cui il fotografo interpreta il dna del brand attraverso una serie di scatti, in cui il prodotto è protagonista assoluto: oltre agli still-life sui capi più significativi della collezione primavera-estate 2011, vengono esposte immagini in cui Gastel interpreta i valori e l’essenza del marchio.
Come spiega Gian Maria Argentini, direttore generale della società, “vogliamo ribadire la nostra identità di ‘architetti dei tessuti’, o meglio ‘the architects of fabrics’: un claim che fa da filo conduttore alle nuove campagne di comunicazione e che si trova anche sulle etichette dei capi”.
Il mondo Allegri ha tre dimensioni: la linea Allegri Milano (un mix di tradizione e innovazione), Allegri A-Tech (di spirito più easy) e Allegri 010109 (d’impatto sartoriale), accomunate da una produzione made in Italy e da una spinta all’innovazione che in questi ultimi anni si è fatta ancora più forte. Una scelta che si è rivelata premiante, nel contesto di una più ampia riorganizzazione che ha portato, per esempio, a sfiorare il 100% nella puntualità delle consegne.
“Il sell-in dell’inverno 2010/2011 è andato molto bene, con un incremento del 30% - informa Argentini - e addirittura un raddoppio del volume d’affari su un mercato ‘di spessore’ come quello americano, dove realizziamo il 20% del fatturato, con una novantina di clienti negli Usa e la possibilità di un’ulteriore crescita”. “Stiamo tornando in Nord Europa e abbiamo progetti sulla Germania - prosegue il manager - anche se il ruolo dell’Italia resta prioritario. La sensazione sul 2010? Per noi, molto positiva”.
a.b.
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