A Pitti Bimbo oltre 8.600 compratori

Sono stati oltre 8.600, su un'affluenza complessiva di circa 12mila visitatori, i compratori intervenuti alla 68esima edizione di Pitti Immagine Bimbo, rassegna del childrenswear che ha chiuso i battenti sabato a Firenze. "Un dato di tenuta importante, nonostante la crisi dei consumi internazionali", commentano da Pitti.
I dettaglianti italiani sono stati 5.783, in lieve diminuzione rispetto a un anno fa (quando il dato complessivo sui buyer aveva superato di poco le 10mila unità, con più di 6.500 presenze dal nostro Paese), forse anche in seguito al cambio delle date di svolgimento della fiera, che per la prima volta è cominciata di giovedì ed è finita di sabato, anticipando di un giorno rispetto all'abituale tabella di marcia.
"Una scelta che ha sicuramente penalizzato i negozi italiani più piccoli - ha commentato Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine - quelli abituati a venire a Firenze di domenica, che magari hanno preferito tenere aperta l'attività e sfruttare il periodo dei saldi". Napoleone, tuttavia, ribadisce la convinzione che la nuova collocazione temporale "sia comunque più funzionale e necessaria alle aziende espositrici" e che renda Pitti Bimbo un appuntamento caratterizzato da un'ancora più elevata professionalità.
Il portavoce dell'ente fiorentino tiene a sottolineare il ruolo dell'evento come catalizzatore di energie creative e commerciali, "grazie alla qualità delle collezioni, al design degli allestimenti e all'attenta segmentazione dell'offerta espositiva, con un buon apprezzamento dell'ultima nata tra le sezioni, Apartment". Ottima l'affluenza alle sfilate (in tutto 13, "un record e un piccolo grande miracolo di organizzazione, logistica e divertimento"), viste da oltre 6mila "addetti ai lavori" compresi i giornalisti, che sono stati 550 tra Italia ed estero.
A proposito di estero, sono risultate in diminuzione le presenze da Spagna, Grecia, Usa e Gran Bretagna, Paesi dove l'onda d'urto dell'impasse economica è più forte, mentre altre nazioni hanno risposto molto bene: vedi il Brasile con un raddoppio del numero di compratori, gli Emirati Arabi (+13%), la Polonia (+33%), la Repubblica Ceca (+69%), la Siria (+76%), la Nuova Zelanda e il Nord Africa.
Benché poco dinamica, la Spagna ha guadagnato la pole position con 288 operatori, seguita da Germania (268), Francia (214), Russia (175), Olanda (154), Grecia (150), Regno Unito (133), Belgio (116), Giappone (87).
a.b.
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