A teatro da Cucinelli: presentato oggi il progetto

È il signore del cashmere, Brunello Cucinelli. E anche un grande umanista. L’unico imprenditore-filosofo che per sua stessa ammissione, fatta sempre con disarmante modestia, crede "in un concetto d’impresa dove il valore economico è nullo senza quello umano, e che il lavoro debba essere espressione di un modo di essere, concepire la vita, esprimersi, fare del bene a sé e alla comunità". È su questo principio che nasce il progetto del Teatro Cucinelli a Solomeo (Pg).
La struttura verrà inaugurata a settembre con lo spettacolo in prima assoluta Nel Bosco degli Spiriti a cura di Luca Ronconi, Ludovico Einaudi e Cesare Mazzonis.
Il Teatro fa parte del programma di valorizzazione del Borgo di Solomeo di cui Cucinelli si sente “custode” e da lui voluto 23 anni fa, che ha già interessato il Castello Medievale (sede dell’azienda), il Parco settecentesco di Villa Antinori, Piazza della Pace e, oggi, il Foro delle Arti, uno straordinario complesso di opere costituito, oltre che dal Teatro, da un Ippodromo abbracciato da piante d’ulivo e da un Ginnasio: giardini concepiti per favorire l’incontro, il dialogo, il libero pensiero.
Il progetto è stato avviato nel 2001, anno in cui l’imprenditore è stato anche chiamato a presiedere il Teatro Stabile dell’Umbria. Profondamente innamorato della filosofia greca, è però umanista atipico che ricorda con simpatia e riconoscenza persone e grandi lezioni imparate negli otto anni della sua gioventù trascorsi al bar del paese. “Eravamo un’ottantina - racconta -. Ci incontravamo ogni sera, e passavamo notti intere a discutere, piccoli affari o grandi disquisizioni. C’era la Lella, prostituta che tornava al bar di notte per giocare a carte con noi, e poi l’industriale, il nullafacente…Da qui, forse, il mio bisogno di creare luoghi speciali per scambiarsi pensieri e opinioni in tranquillità. Luoghi che oggi mancano più che mai”. Da qui, anche la scelta di erigere un Teatro sul terreno destinato alla costruzione di appartamenti, simbolo di quell’ideale illuministico che da sempre Cucinelli coltiva per migliorare l’uomo attraverso arte e spiritualità.
L’edificio - che ospita 240 posti, ha eleganti forme rinascimentali e i colori soft cari al marchio, i beige e i grigi - sarà battezzato dallo spettacolo nato da due romanzi brevi dello scrittore nigeriano Amos Tutuola, la storia bizzarra di un viaggio verso l’oltretomba, nel tentativo di riportare in vita un personaggio altrettanto fantastico. Si sta così materializzando l’apparente utopia dell’imprenditore umbro di rendere il lavoro più umano e dignitoso.
Un sogno nel quale ha coinvolto i 500 dipendenti dell’azienda, le sue “anime pensanti”, co-artefici di quelle meravigliose creazioni di cashmere che lo hanno reso famoso in tutto il mondo. Attualmente il Gruppo ha un fatturato di 120 milioni di euro per 777 mila capi prodotti l’anno, esclusivamente in Italia. Il 20% dei profitti dell’impresa sono destinati a progetti che possano durare in eterno e abbellire l’umanità.
e.b.
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