Abbigliamento junior: un 2008 in leggera crescita (+2,6%)

Secondo le stime preliminari, il 2008 dovrebbe confermare il buon andamento della moda junior italiana (abbigliamento in maglia e tessuto da 0 a 14 anni, intimo e accessori inclusi): il fatturato dovrebbe superare i 2,7 miliardi di euro (+2,6% sul 2007), l’export raggiungere quota 737 milioni (+3,4%). Ancora negativo il saldo commerciale (-511 milioni di euro).
I numeri forniti da Smi (elaborando dati Istat, Sita-Ricerca e indagini campionarie) fotografano un comparto maggiormente al riparo dagli attuali eventi congiunturali rispetto al sistema tessile-moda nel suo complesso: malgrado si tratti di un segmento che non arriva a esportare il 30% del proprio turnover, si prevede per il childrenswear un incremento del giro d’affari supportato dai consumi interni (+2,2%). Fra le note dolenti il deficit commerciale settoriale, quantificato in oltre 500 milioni di euro (dovuto a circa 1,25 miliardi di euro di importazioni, in crescita del 2,1%) e le esportazioni di abbigliamento per neonato, in forte flessione nei primi nove mesi dello scorso anno (-13,5%).
Secondo le rilevazioni Sita-Ricerca, nella stagione invernale 2007/2008 l’apparel junior ha sperimentato in Italia la migliore performance fra i prodotti del tessile-moda, con un sell-out in avanzata del 3,6% grazie anche a un’inflazione di settore assolutamente contenuta (stimata a +0,3%). Da un’indagine congiunturale svolta da Smi, presso un campione di imprese rappresentativo del comparto, risulta che gli ordini delle collezioni primavera-estate 2009, a inizio campagna, hanno segnato un incremento del 5,9%, trainati in particolare dal mercato nazionale (+7,9%) e nonostante tale campione mostrasse una propensione all’export superiore alle media settoriale. In occasione della rilevazione, il 42,9% degli intervistati era orientato al pessimismo, mentre il 57,1% intravedeva una “stabilità” delle condizioni di operatività nel breve termine.
d.p.
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