Abbigliamento-maglieria-calzetteria: nell’ultimo trimestre 2005 vendite in calo dell’1,5%


Il sell-in del quarto trimestre, infatti, segnala (nei dati preliminari forniti da un campione di 230 aziende) una flessione complessiva del 0,5% sul mercato domestico e, dato preoccupante, diminuzioni superiori al 3% nelle vendite oltre i confini nazionali.
A livello di comparto, i segnali congiunturali più preoccupanti vengono dal formalwear e dalla maglieria maschile e femminile, che mostrano sia un fatturato in calo nell’ultimo trimestre 2005, sia un sell-in estivo peggiore della media. All’opposto, i settori che stanno reggendo meglio in questa fase ancora difficile sembra essere la calzetteria (premiata dal ritorno delle gonne) e l’intimo. Anche nella nicchia degli abiti da sposa si segnala, tuttavia, un andamento leggermente migliore della media dell’intero comparto.
Gli effetti della stagnazione delle vendite complessive stanno ricadendo in prevalenza sulla produzione realizzata all’estero, diminuita del 2% nel terzo trimestre e del 3,3% nello scorcio finale del 2005. Tuttavia, anche i livelli di attività interni ne hanno risentito con un calo tendenziale stimato per il quarto trimestre del 2005 dello 0,4%. Si conferma la tendenza alla rifocalizzazione e alla "ri-internalizzazione" di produzioni precedentemente esternalizzate. Strategie, queste, legate fra l’altro alle richieste di un mercato dove qualità del prodotto, velocità e contenuto di servizio sono i vantaggi competitivi più premianti per i prodotti di fascia medio-alta.
Sul fronte del mercato del lavoro, dopo i segnali incoraggianti relativi al terzo trimestre 2005 (quando per la prima volta, dopo quasi tre anni di cali ininterotti, l’occupazione settoriale si era assestata), le stime delle aziende per l’ultima parte del 2005 sono risultate nuovamente pessimiste.
Per quanto riguarda le aspettative, la situazione che si profila analizzando i dati sugli ordinativi raccolti per la prossima stagione primavera/estate 2006 è ancora deludente. Al netto della variazione dei prezzi, infatti, la campagna ordini in esame si è chiusa con una flessione dell’1% sul mercato italiano e con un calo più che doppio all’estero.
v.s.
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