Abercrombie & Fitch: folla all’opening milanese

È cominciata stamane alle 10 l’avventura commerciale del brand statunitense Abercrombie & Fitch a Milano, con il secondo flagship store dell’insegna in Europa dopo lo shop di Burlington Gardens a Londra. Code all’ingresso di corso Matteotti, angolo via San Pietro all’Orto: molti gli under-25 e le teenager, desiderose di farsi ritrarre con gli "hot guy".
Gli iconici commessi-modelli in camicia quadrettata e jeans, insieme alle sorridenti colleghe, accolgono i curiosi e i fan del brand del casual luxury a stelle e strisce - spesso rivolgendo loro la parola in inglese - in un’atmosfera immersa in luci soffuse e intrisa dell’aroma della fragranza Fierce, che solerti addetti alle vendite non mancano di spruzzare sui capi. Dall’ingresso, entrando sulla sinistra, si fa capolino nel mondo Abercrombie & Fitch per adulto, uomo e donna: prima uno spazio dedicato al denimwear, poi un ambiente dove si alternano la camiceria (96 euro alcune proposte da uomo, 70 euro quelle donna) e le felpe (da 60 euro per lui, 48 euro per lei). Da qui si accede alla scala, ai cui piedi si trova una statua maschile in bronzo, opera dell’artista Mark Beard, autore anche dei murales che si snodano lungo il percorso a gradini: immagini che ritraggono scene sportive e di caccia, boy che sciano o sulle moto, la figura di atletici ragazzi in stile anni ’20 e ’30 come compiaciuto comun denominatore.
Salendo al primo livello si trova l’offerta al maschile: fra divani in pelle, tappeti e scaffali in legno scuro spiccano pile di hoodie, maglie, polo, camicie plaid e giubbotteria; una parte del piano è riservata al bambino, come accade per la bimba in un’area del second floor (destinato all’universo femminile). In realtà l’accesso diretto al childrenswear (linea Abercrombie Kids) si ha all’ingresso, entrando sulla destra dove, come per la speculare parte dedicata al ready to wear per adulto, sono collocati la jeanseria (dai 6 ai 14 anni) e una parte dell’apparel per i più piccoli.
Per il brand americano, un esordio positivo nella capitale della moda italiana, se non altro per l’entusiasmo e la soddisfazione che si respirano fuori dallo shop, fra i tanti giovani fan. Ancora non è tempo di bilanci, ma forse il debutto milanese contribuirà a invertire la parabola discendente dei ricavi del marchio dell’alce, che nel mese di settembre ha registrato vendite worldwide in calo del 10%, a 248,2 milioni di dollari.
d.p.
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