Accordo anti crisi tra Urso e la Federazione Italiana Industriali Tessili Vari e Cappello

Incalzato da una concorrenza sempre più agguerrita, di matrice soprattutto asiatica, il settore dei "tessili vari" (ricami, pizzi, passamanerie, nastri, tessuti tecnici per tendaggi e arredo, più il comparto cappelli) ha archiviato il 2008 con un calo dell'export pari al 20%: ma un accordo quadro con il Governo apre nuove prospettive.
Obiettivo primario dell'intesa - firmata dal vice ministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso e dal presidente della Federazione Tessili Vari e Cappello, Giuseppe Polli - è incrementare la competitività internazionale di una filiera composta da 550 imprese, la stragrande maggioranza delle quali di piccole-medie dimensioni, che occupano 15.400 addetti e realizzano quasi 1,4 miliardi di euro di fatturato. Di questa cifra, 462 milioni provengono dalle esportazioni, con un saldo commerciale positivo per 100 milioni di euro ma con la "spada di Damocle" dell'avanzata dei competitor internazionali, in un contesto di mercato dove peraltro la domanda va a rilento.
Come ha sottolineato Urso, è fondamentale sensibilizzare i mercati sull'identità unica e irripetibile del made in Italy, in modo da consolidare la presenza delle aziende in Europa e aprire ulteriori sbocchi per il commercio estero. Per questo, ha annunciato il portavoce del Governo, "cofinanzieremo, attraverso l'Ice, il 50% di una serie di iniziative e programmi di intervento".
Gli investimenti del Ministero si concentreranno in particolare, nel corso del primo anno, sulla valorizzazione della manifestazione Moda In all'interno del salone Milano Unica, sul potenziamento della comunicazione online relativa all'interior design tessile e ai "dettagli moda" (protagonisti del sito www.dettaglimodaitalia.com) e sul supporto al Fashion Details Award: un premio la cui finalità è motivare i talenti emergenti all'utilizzo creativo delle cosiddette "applicazioni moda", che giungerà alla sua fase conclusiva durante Milano Unica di settembre, con la proclamazione di tre vincitori su un totale di oltre 130 partecipanti, tutti allievi del Politecnico del capoluogo lombardo.
Le parole del presidente della Federazione, Giuseppe Polli, non hanno bisogno di commenti: "Se non si trovano sbocchi, la filiera si spezza e si spegne la fonte del lusso, che non avrà più semilavorati di pregio".
a.b.
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