Adidas: la corte di giustizia europea si esprime a proposito del caso delle strisce

Non esiste un monopolio per l’utilizzo di un segno comune in ambito commerciale ma, nello stesso tempo, bisogna porre estrema cura nel tutelare i rischi di confusione da parte del consumatore. Ieri la Corte di giustizia europea è intervenuta con una sentenza nella causa relativa al caso Adidas.
Come si legge nella notizia riportata oggi da Il Sole 24 ore, il big tedesco si era rivolto alla magistratura olandese “per impedire ad alcune catene di grandi magazzini come H&M di vendere articoli sportivi con due strisce verticali invece di tre”. Un utilizzo fuorviante per i consumatori. Per le aziende chiamate in questione l’impiego di due trisce, semplici decorazioni, non può essere appannaggio esclusivo di una singola azienda.
Rivoltisi alla Corte di gustizia europea, i giudici olandesi hanno ricevuto dal Lussemburgo indicazioni circa il modo di procedere per risolvere la controversia e, se necessario, bloccare la produzione di articoli delle realtà citate da Adidas. Per la corte di giustizia europea, basta che un buon numero di consumatori crei un collegamento tra segno e marchio protetto per far scattare il divieto di commercializzare prodotti ingannevoli. Non è stato stabilito tuttavia il diritto all’esclusivo sfruttamento commerciale di un elemento comune come la striscia, soprattutto in settori produttivi diversi da quello sportivo. Una realtà che le corti di giustizia olandesi dovranno ora valutare.
c.me.
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