Al via Pitti in un'atmosfera di cauto ottimismo: atteso Berlusconi, che però dà forfait

Si è aperta oggi in Fortezza da Basso a Firenze la quattro giorni sulla moda maschile Pitti Immagine Uomo, dove era atteso il presidente del Consiglio, che però non si è visto. I primi commenti di Gaetano Marzotto, Raffaello Napoleone e di alcuni espositori.
Il presidente del Consiglio è stato infatti trattenuto a Roma per registrare la puntata di "Porta a Porta", in onda questa sera, dove dovrà sostenere un faccia a faccia con Bertinotti.
All'esordio della grande manifestazione fiorentina (643 le aziende partecipanti) il clima, tra espositori e organizzatori, è complessivamente fiducioso, anche alla luce di dati di mercato relativamente confortanti: nel 2005 il fatturato del settore dell'abbigliamento uomo italiano si è infatti portato avanti dell'1,4% rispetto al 2004, a quota 7,15 miliardi di euro circa (vedi fashionmagazine.it di ieri).
"Gli indicatori di mercato - conferma a fashionmagazine.it l'a.d. di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone - lasciano ben sperare, dopo tre anni faticosi. Nel 2005 si sono verificate una piccola, ma significativa crescita dei consumi di menswear, e un'avanzata dell'export pari al 9,6%, dati che evidenziano una svolta non eclatante, ma degna di nota". "Negli ultimi mesi - interviene il presidente di Pitti Immagine, Gaetano Marzotto - il sell out dei grandi gruppi del made in Italy è stato dinamico, con un settembre buono, un ottobre eccellente, un novembre tranquillo e un dicembre in forte ripresa".
Come sottolinea Marzotto, la domanda estera ha incoraggiato le aziende della Penisola, soprattutto su alcuni mercati come gli Usa e la Spagna, "senza contare l'exploit della Russia, oltre ogni più rosea aspettativa".
Un territorio sotto osservazione è quello tedesco, "dove finora non si è verificata una reale inversione di rotta, anche se con il 2006 le cose potrebbero cambiare, complice il passaggio di testimone da Schroeder ad Angela Merkel".
Quanto all'Estremo Oriente, il presidente di Pitti Immagine indica come nazioni particolarmente "vivaci" la Corea e Singapore, insieme a Hong Kong che rimane uno degli interlocutori più ricettivi verso il prodotto e lo stile italiani. E la Cina? "Per il momento - risponde - rappresenta più una minaccia che un'opportunità, in particolare nel segmento medio-basso. Per sfondare su questo mercato, una delle soluzioni per i brand del made in Italy può essere presentarsi insieme nei department store, con 'isole' che li rappresentino in modo adeguato".
Nello stand di Ermenegildo Zegna, Anna Zegna ribadisce la vocazione della linea, e del gruppo che la realizza, all'altissima qualità. "La nostra strategia - afferma - si può riassumere in due termini: lusso ed esclusività. Parole che significano un forte valore intrinseco al prodotto, frutto di un'impronta sartoriale che si fonde con i plus ripresi dall'abbigliamento tecnico e informale, come i trattamenti speciali sui tessuti. Massima, inoltre, l'attenzione ai dettagli".
Sul fronte jeanswear e dintorni, nello spazio destinato a Levi's, che ha scelto di essere a Pitti con un evento in città (mentre altri nomi hanno deciso di migrare in direzione del salone Bread & Butter) Benoit de Crane d'Heysselaer fa il punto sulla situazione di un comparto che negli ultimi anni ha vissuto un vero boom. "Dopo un periodo a dir poco eccezionale - sostiene - nel 2005 il jeanswear è entrato in una fase di saturazione, anche se le vendite da gennaio a luglio sono aumentate del 2,6%". "Non si può dunque parlare di declino - prosegue - ma di cambiamento e di una selezione che continuerà nel 2006. A vincere sarà chi riuscirà ad agire in profondità sull'essenza del prodotto, a partire dalla tela denim, e sugli accessori". Il gusto del consumatore, secondo Benoit de Crane d'Heysselaer, si orienta verso modelli di immagine più pulita che nel recente passato. "Il nostro interlocutore - dichiara - dimostra una notevole preparazione sui finissaggi e l'esigenza di un corretto rapporto fra prezzo e qualità, soprattutto quando un paio di jeans supera la soglia dei 100 euro".
a.b. e a.t.
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