Al via oggi il Los Angeles International Textile Show, sempre più internazionale

Parte oggi e si conclude il 28 aprile la Los Angeles International Textile Show, manifestazione statunitense sul tessile che ospita oltre 300 espositori per circa 500 collezioni nel California Mart della città della West Coast. Sempre più incisivo il ruolo dell’Europa, e in particolare del nostro Paese, all’interno della rassegna.
Infatti, grazie a un’iniziativa dell’Ice-Istituto per il Commercio con l’Estero, è presente un nucleo di una quarantina di aziende italiane in uno spazio di 400 metri quadri ricavato all’interno del “Fashion Theatre”. Inoltre, sempre in seguito all’intervento dell’Ice, uno degli appuntamenti clou è la presentazione delle tendenze della primavera-estate 2005, con specifico riferimento alle stoffe italiane, affidata oggi all’esperto Angelo Uslenghi.
Del resto, uno degli obiettivi prioritari degli organizzatori è accrescere l’internazionalità della fiera, come dimostra il debutto di “Trend Galleria”, il nuovo “European & Designer Pavilion” con un’impronta decisamente trend-setting.
I visitatori attesi sono 6 mila, fra i quali i portavoce di department store come Nordstrom e Gap e di griffe come Ralph Lauren.
Nel gennaio-ottobre 2003, l’industria italiana del tessuto ha esportato verso il mercato americano, come informa l’Ice su dati Gti, merce per un valore di 274 milioni di dollari, contro i 277 milioni dell’analogo periodo dell’anno precedente. Gli Usa sono al sesto posto fra le nazioni di destinazione della produzione del settore dal nostro Paese, preceduti da Germania, Romania, Francia, Spagna e Tunisia. In percentuale, assorbono il 5,57% dell’export del comparto, in calo rispetto al 6,16% del 2002. L’Italia è terza nella classifica “fornitori” di stoffe agli States, con una quota del 10,87% nel gennaio-ottobre contro un 9,86% nei primi dieci mesi del 2002; i primi due posti sono occupati rispettivamente da Cina (11,47%) e Pakistan (10,51%).
a.b.
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