Alberto Lavia dai vertici di Kenzo a quelli di Façonnable

Alberto Lavia passerà dai vertici di Kenzo - dove ricopre il ruolo di presidente fino al prossimo 31 agosto - a quelli di Façonnable, dove assumerà l’incarico di amministratore delegato dal primo settembre.
“L’esperienza all’interno di Kenzo è stata più che positiva - spiega a fashionmagazine.it Alberto Lavia -. Il mio obiettivo era riportare l’azienda in profitto e così è stato, con il recupero di 10-11 punti di redditività. Parallelamente, ho portato avanti il roll out, cominciato quattro anni fa, del nuovo concept dei monomarca, che ormai riguarda il 60% delle boutique della griffe, tra cui quella in procinto di aprire i battenti il 6 agosto in avenue Georges V a Parigi”.
All’approssimarsi dello scadere del contratto biennale che lo lega alla maison del Gruppo Lvmh, Lavia ha ricevuto un’offerta che ha giudicato allettante. “Sono stato contattato da Lance Isham, ex ceo di Polo Ralph Lauren negli Usa e ora consulente di M1 Fashion, divisione del libanese M1 Group che ha acquisito Façonnable lo scorso anno - prosegue il manager -. Ho così incontrato la famiglia Mikati, proprietaria di questa società, il cui campo d’azione va dal retail al real estate agli investimenti immobiliari, passando per le telecomunicazioni, l’energia e ora, appunto, la moda: il feeling è stato immediato e dopo 15 giorni ci siamo stretti la mano”.
Un nuovo tassello si aggiunge, dunque, alla lunga carriera del 60enne Alberto Lavia, partita negli anni Settanta in Ferrero, con successive esperienze in Ragno, in Basile (“Ai tempi di Gigi Monti, un grande maestro”), in Les Copains e, in due riprese, alla guida di Prl Fashions of Europe, il licenziatario europeo di Polo Ralph Lauren, dove ha trascorso complessivamente 15 anni lavorando con Giuseppe Veronesi (“Un’altra persona che, come Gigi Monti, mi ha lasciato un imprinting professionale e personale indimenticabile”). Lo step successivo, dal 2004 al 2006, è stato in La Perla, che ha lasciato per Kenzo.
Perché Façonnable? “Perché si tratta di un brand ‘sano’, nato negli anni Cinquanta ma ancora molto attuale - risponde Lavia - con un fatturato che viaggia sui 200 milioni di euro e uno stile accattivante, declinato per il 75% al maschile e per il 25% al femminile”. Un’ottima base su cui innestare futuri progetti di sviluppo, “che spaziano dal prodotto alla distribuzione, in un’ottica di espansione e internazionalizzazione. Molto è già stato fatto ma molto è da fare: la sfida è a dir poco interessante”.
a.b.
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