Alexander McQueen: in primo piano l'espansione retail

Lee McQueen, scomparso poco più di due anni fa, sarebbe orgoglioso di come il brand da lui fondato abbia saputo non solo risollevarsi, ma rinnovarsi nella continuità con il suo messaggio stilistico. In un'intervista il ceo Jonathan Akeroyd illustra i progetti in cantiere, tra cui numerosi opening.
Il manager ha fatto una lunga chiacchierata con una giornalista di wwd.com, pubblicata oggi sul sito americano, toccando diversi argomenti. Innanzitutto la capacità della griffe di rialzare la testa dopo lo choc della morte improvvisa di Lee McQueen, avvenuta nel febbraio 2010. "Un evento cui è seguito un anno di transizione - spiega - sicuramente triste, ma anche intriso di positività". Una carta vincente, come sottolinea Akeroyd, è stata sicuramente la presenza di Sarah Burton, braccio destro dello stilista, che prendendo le redini della label "è stata in grado di proiettarla nel futuro, ma senza strappi con il passato".
Un impegno premiato da una serie di successi, ultimo dei quali in ordine di tempo il conferimento alla creativa dell'Obe (Officer of the Most Excellent Order of British Empire) da parte della Regina Elisabetta.
Una leva importante per lo sviluppo della casa di moda sarà il retail, che attualmente riguarda il 30% della distribuzione, "una percentuale destinata ad aumentare". Il portavoce del marchio, inserito nell'orbita del colosso francese Ppr, stila un elenco dei new opening: la boutique di Miami (all'interno della quale è stato varato un concept inedito), aperta ai primi di giugno e sviluppata su 200 metri quadri; quella di Shanghai, al Reel Mall, circa 300 metri quadri; un avamposto all'Elements Mall di Hong Kong, al via entro fine anno con una superficie di 250 metri quadri. L'elenco non finisce qui: ulteriori tasselli saranno Hangzhou ancora in Cina e Dallas, presso Highland Park, entrambi a gennaio. Sempre nel 2013 è previsto il restyling del flagship di Bond street a Londra, dove il prossimo settembre è tra l'altro atteso il debutto del men's store al 9 di Savile Row, in contemporanea con un progetto di collaborazione con la sartoria Huntsman.
Il botta e risposta con Ackeroyd prosegue con un approfondimento sull'etichetta d'impronta contemporary McQ, "che rappresenta il 20% del business - chiarisce il ceo -. Il nostro obiettivo in quest'ambito è privilegiare, commercialmente parlando, la formula wholesale, anche se presto ci sarà un McQ store nella capitale britannica, in Dover street". Per finire, il lifestyle Alexander McQueen: non è escluso che i profumi, lanciati negli anni Duemila e poi tolti dal mercato, possano tornare in auge. "Avremo tanto da fare nei prossimi due o tre anni - conclude Akeroyd - continuando a focalizzarci sul prodotto e a mantenerci sulla cresta dell'onda. Una bella sfida".
a.b.
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