Allegri: una collezione con tre anime per fare chiarezza sul mercato

La cura di Orlando Italy sta dando i primi frutti: dopo l’ingresso del fondo di private equity, Allegri ridefinisce il prodotto e divide la collezione in tre distinte anime, affidandosi alla creatività di Francesco Scognamiglio per la parte fashion, a quella di Mauro Ravizza Krieger per l’offerta più formale, fino alla consulenza di Alessandro Turci per la neonata collezione sportiva. Un'intervista al brand manager Renato Baldini (nella foto).
Allegri fa chiarezza e cerca un dialogo nuovo e più aperto con l’universo della distribuzione. “Un passo importante che ci consentirà di approfondire più temi e soprattutto di affrontarli con i giusti referenti”, racconta a fashionmagazine.it il brand manager Renato Baldini. “Dalla collezione autunno-inverno 2009/2010, i diversi mondi legati al marchio saranno nettamente distinti”, puntualizza il manager.
A partire dalla collezione fashion, affidata a Francesco Scognamiglio, il prescelto per proseguire la tradizione che vede l’azienda toscana affiancata da noti designer nel panorama del prêt-à-porter. Nasce dunque un’offerta uomo e donna di circa 20 capispalla-icona, a cui si affiancheranno altre tipologie di prodotto, ma declinate in un solo modello. Rivolta a un target altissimo, la linea sarà interamente made in Italy e verrà distribuita in tutto il mondo (nei 50 negozi al top) dalla showroom milanese. Sarà l’unica oggetto di presentazioni ufficiali negli appuntamenti del calendario moda.
Saranno 40, invece, i capispalla della parte più formale, affidata all’expertise di Mauro Ravizza Krieger, designer che vanta collaborazioni con brand quali Loro Piana e Acqua di Parma. Rivolte a un target medio-alto, le propopste sono pensate per uomini e donne di età prevalentemente fra i 40 e i 50 anni, impegnati sul fronte del business, con una parte cospicua (circa il 50%) made in Italy. In questo caso la rete vendita resta la stessa, così come il numero dei punti vendita resta inizialmente invariato: cira 800 clienti uomo-donna in totale, che potrebbero crescere sicuramente con l’evolversi dell’export.
Novità di spicco, come si diceva, la linea sportiva per un target giovane (20-30 anni): una ventina di modelli, disegnati da un team creativo dell’azienda che si avvarrà della consulenza di Alessandro Turci. Affidata alla medesima rete vendita che si occupa della parte formale, l’ultima nata sarà presentata in maniera distinta, con uno studio mirato sul cliente e con la concreta di chance di ampliare i referenti al dettaglio, boutique giovani e mondo delle seconde linee. I prezzi oscilleranno fra i 280 e i 550 euro sell out, grazie a una produzione interamente oltrefrontiera.
Intanto si lavora all’ampliamento dell’export, che al momento rappresenta il 50% dei 49 milioni di euro di fatturato e che potrebbe presto crescere di un 10%. “Stiamo lavorando al riposizionamento in Germania e in tutta l’area di lingua tedesca – spiega Baldini -. Così come stiamo implementando la presenza negli Stati Uniti, dove contiamo di aumentare la penetrazione del prodotto e il numero di door nei department store già clienti (Saks Fifth Avenue, Bloomingdale’s, Neiman Marcus, Bergdorf Goodman per la donna, con la probabilità di un approdo imminente da Nordstrom)". Tangibili possibilità di sviluppo, inoltre, sono rappresentate dalla Russia. Medio ed Estremo Oriente, infine, sono in fase di valutazione, soprattutto alla luce delle argomentazioni nuove della linea fashion.
La società Dismi 92, cui fa capo il marchio Allegri, è ripartita tra la famiglia Allegri, che detiene il 60%, e il fondo Orlando Italy, che ha acquistato il 40% nel marzo del 2008.
c.me.
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