Altagamma: nel 2008 il lusso cresce ma più lentamente

Il lusso sta crescendo anche nel 2008, ma a una velocità meno sostenuta rispetto agli anni passati. È quanto emerso nel corso dell’Osservatorio Altagamma, tenutosi stamattina a Palazzo Mezzanotte. Nell’occasione è stata ufficializzata la nascita del nuovo Centro Studi e Ricerche di Altagamma.
Dopo i saluti del presidente, Leonardo Ferragamo, Armando Branchini, segretario generale di Altagamma, Giorgio Brandazza, docente SDA Bocconi, Andrea Paliani, partner di Ernst&Young e Barbara Rovetta, professor of Corporate Finance and Real Estate Department della SDA Bocconi, hanno presentato Fashion & Luxury Insight, indagine sulle aziende internazionali del fashion e del lusso quotate in Borsa.
È stato così calcolato che nel corso dell’anno fiscale 2007 le vendite sono cresciute dell’8% contro il +10,8% del 2006 e la redditività degli investimenti è stata del 16,2%, in lieve calo rispetto al 17,2% dell’anno precedente. E una situazione simile si riscontra prendendo in considerazione gli altri parametri: ebitda del 15,8% (era del 16,1% nel 2006), generazione di cassa del 10,3% del valore delle vendite (contro il 10,6% dell’anno prima).
Il driver della crescita rimane l’apertura di nuovi negozi retail, aumentati del 6,5% nel corso del 2007 contro un incremento medio del 10% nel lustro precedente. Non a caso dei quattro cluster considerati – ovvero department store, conglomerate finanziarie, pelletteria e fashion retail – quest’ultimo ha ottenuto il migliore ritorno sugli investimenti (18,5%).
Analizzando i singoli settori, si evidenzia che quello con le performance più brillanti è la pelletteria: soprattutto le aziende del comparto che generano una parte importante del proprio giro d’affari nel retail hanno una elevata redditività.
Nell’ambito dei fashion retailer si osserva che lo sviluppo delle vendite è stato principalmente sostenuto dai nuovi opening e non tanto dai risultati dei singoli punti vendita: gli sforzi si concentrano sulla gestione del capitale circolante e sulle scorte, capitalizzando in questo modo l’impegno profuso nella gestione dell’offerta e nei sistemi di riassortimento nel corso della stagione.
Appurato che tutti gli indicatori di reddività sono andati peggiorando nel periodo 2005-2007 e che anche le performance dei primi tre mesi di quest’anno fanno registrare una riduzione dei tassi di crescita e una generale contrazione dei margini, è prevedibile che per l’anno in corso si delinei uno scenario più debole rispetto al 2007.
La seconda fase dei lavori della mattinata si è concentrata sulla situazione dei consumi di fascia alta nel mondo, attraverso video interviste ai grandi retailer di diverse regioni geografiche. Si è partiti con gli Stati Uniti da dove Karen Katz, ceo di Neiman Marcus, Ron Frasch, chairman di Saks Fifth Avenue, e Deborah Greenberg, ceo di Louis Boston, hanno tracciato un quadro diversificato a seconda delle aree e della natura dei vari punti vendita. I termini ricorrenti erano comunque “flat” e “conservative”, a testimonianza delle difficoltà in cui versa questa economia (e non si prevedono miglioramenti, almeno fino alle presidenziali) ed è stato più volte chiesto alle aziende di considerare con attenzione il problema del pricing, visto il perpetuarsi della debolezza del dollaro rispetto all’euro.
La situazione europea è stata analizzata attraverso le testimonianza di Louis Sans, ceo delle boutique Santa Eulalia di Barcellona, e di Patrice Wagner, managing director della tedesca KaDeWe. Se la congiuntura è estremamente critica in Spagna, le cose vanno meglio in Germania: Wagner ha annunciato per KaDeWe un incremento del 10%, grazie agli ingenti investimenti fatti dall’azienda per incrementare l’offerta di prodotti di lusso.
La Russia, si sa, è un capitolo a sé: Mikhail Kusnirovich, chairman di Bosco di Ciliegi, ha parlato di incrementi attorno al 33-34% nel primo semestre del 2008 rispetto al 2007, sottolineando come la crescita delle altre città dell’immenso territorio russo offra ulteriori possibilità di sviluppo nel Paese.
Infine l’Asia, attraverso due punti di vista estremamente diversi: quelli della cinese Balbina Wong, chairman di Imaginex, e del giapponese Nobukazu Muto, chairman di Isetan. La prima ha rivelato una crescita del business del lusso in Cina del 30% nel corso dell’ultimo anno (contro un incremento del 20% dei consumi in generale), prospettando aumenti non al di sotto del 20% per il 2009 e 2010. Ben diversa la situazione del Giappone, dove le condizioni del mercato continuano a peggiorare: Nobukazu Muto rimanda un possibile miglioramento al momento in cui i consumatori riusciranno ad avere una visione più chiara delle prospettive del Paese. Il difficile momento nipponico è stato poi approfondito da Yasuhiro Yamaguchi di UBS, con particolare attenzione alle dinamiche demografiche (invecchiamento della popolazione) e sociologiche (matrimoni in età più avanzata) e ai loro possibili riflessi sulle vendite di lusso.
Tutte queste testimonianze andranno ad arricchire il patrimonio di dati e conoscenze del neonato Centro Studi e Ricerche di Altagamma, avviato a marzo e ufficializzato nel corso dell’incontro odierno, con la presentazione del responsabile Francesco Di Lauro: un capitale di informazioni in via di mappatura, che si accresce costantemente attraverso la collaborazione delle aziende associate e del network internazionale di 87 soci onorari, tutte organizzazioni che operano in diversi ambiti dell’alto di gamma.
c.mo.
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