Amministrazione straordinaria per Lineapiù

Lineapiù, gruppo di Capalle (Fi) leader nei filati per maglieria e tessitura, ricorre all’amministrazione straordinaria. L’ammissione alla cosiddetta "Prodi-bis" è stata valutata, infatti, come la strada più idonea per realizzare un programma di ristrutturazione, che consenta all’azienda di uscire dallo stato di crisi, senza interrompere l’attività.
La misura si è resa necessaria – spiega una nota diffusa dalla società – per un’ulteriore, improvvisa contrazione dei volumi di vendita, registratasi a partire da luglio, con cali mensili medi di fatturato di circa il 40%. Il consiglio di amministrazione ha preso atto della mancanza delle condizioni per il varo di un nuovo aumento di capitale da parte dei soci.
“La grave crisi mondiale ci impone di affrontare con sofferenza questa decisione – ha dichiarato il presidente, Giuliano Coppini -. Il nostro sforzo, insieme a quello di tutte le parti interessate, si rivolgerà a verificare l’applicabilità delle misure più idonee a tutela dei lavoratori e della continuità di servizio alla clientela”.
L’azienda, che ha contribuito insieme al suo fondatore al successo dei filati made in Italy ad alto contenuto moda nel mondo, negli ultimi anni ha subito, come larga parte del settore tessile nel nostro Paese, importanti contrazioni di volumi e marginalità.
Un processo di ristrutturazione ha già visto il riassetto di tutta la parte industriale, con la vendita degli asset non più strategici per il business e una significativa ricapitalizzazione del gruppo, con il diretto coinvolgimento del sistema bancario e di noti imprenditori della moda, tra cui lo stilista Roberto Cavalli, entrato con una quota del 4% a febbraio di quest’anno.
La strategia che il gruppo persegue per uscire dall’impasse è quella di valorizzare ancor più la linea di prodotto a marchio Lineapiù, posizionata nella fascia più alta di mercato e forte del gradimento delle migliori griffe internazionali.
e.a.
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