Anche Saks e Reebok tagliano i costi del personale

Dopo il recente annuncio di tagli al personale da Neiman Marcus (per il momento esigui, visto che si parla 375 impiegati su un totale di 16mila), un altro big del retail statunitense, Saks, profila una riduzione del personale del 9%. Nello sportswear, Adidas ha deciso di ridimensionare lo staff della controllata Reebok per circa 300 unità tra Nord America e America Latina. Ma non tutto il retail soffre.
Gli annunci di licenziamenti da Oltreoceano giungono a breve distanza dalla pubblicazione delle statistiche sulle vendite al dettaglio statunitensi, che nel mese di dicembre sono scese del 2,7% dal -1,2% atteso dagli analisti.
Per far fronte alla crisi Neiman Marcus, che nel mese di dicembre ha accusato un -27,5% delle vendite (a parità di catena distributiva), ha così deciso di tagliare il 2,3% del personale, mentre Saks, che lo scorso mese ha segnato un -19,8% nei ricavi, ha deciso di ridurre l'organico di 1.100 unità, pari al 9% del totale.
A fronte di ciò, va detto che non tutto il retail sta soffrendo negli Stati Uniti. Una ricerca a cura di ComScore (società di analisi quotata al Nasdaq, specializzata nel mondo digitale) rivela che a dicembre, grazie alle festività natalizie, l'attività online nei segmenti Jewelry/Luxury e Goods/Accessories è aumentata del 30% (per un totale di 25 milioni di visitatori). L'area Sports/Outdoor ha invece segnato un +24% (38 milioni di visitatori).
A proposito di sportswear, è di oggi la notizia che Adidas ha deciso di ridurre del 3,4% la forza lavoro (circa 300 impiegati) nella controllata Reebok, a causa della recessione. Una decisione inevitabile, come si è giustificato il management, per rendere l'azienda americana, rilevata nel 2006, più flessibile e in grado di generare utili. Il colosso tedesco del trifoglio ha a sua volta annunciato il taglio di 70 posti di lavoro, ma limitatamente alla controllata specializzata nell'area golf TaylorMade.
e.f.
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