Anche il Mapic risente della crisi

Da un lato la stretta creditizia limita le nuove iniziative, dall’altro i retailer diminuiscono in modo significativo le aperture di negozi. Anche il settore degli investimenti immobiliari commerciali deve fare i conti con la crisi, come è emerso al Mapic di Cannes che ha chiuso i battenti venerdì scorso, con una flessione delle presenze di quasi il 10%. Non sono mancati, comunque, progetti di grande interesse. Più “intima” la cerimonia dei Mapic Awards.
“È vero, i partecipanti, circa 9.600, sono diminuiti di mille unità rispetto alla scorsa edizione” ha ammesso Thierry Renault, deputy managing director di Reed Midem, la società organizzatrice della rassegna, durante la conferenza stampa di chiusura.
“D’altra parte - ha aggiunto Renault - la crisi ha inevitabilmente selezionato gli operatori, facendo desistere quelli non veramente motivati”.
“In compenso abbiamo avuto un incremento degli americani, con importanti insegne tra i visitatori come Abercrombie & Fitch e Victoria’s Secret, dei turchi, non a caso la Turchia è stato il primo Paese ospite del Mapic, degli Ucraini, dei Kazani e degli operatori provenienti dall’Est Europa - ha proseguito il manager -. Non solo, è aumentato, in generale, il numero degli stand occupati dai retailer salito a 49, contro i 32 dell’anno scorso”.
Tra l’altro proprio i retailer, 2.250 presenze, hanno registrato un calo solo del 4% rispetto a 12 mesi fa.
L’impressione complessiva, girando tra i 322 stand - la superficie della fiera ampliata di 1.300 metri quadri a circa 14.500 metri quadri - è stata di sostanziale dinamismo: in particolare erano affollati gli stand degli espositori più credibili, qualificati e con progetti che si distinguevano dall’offerta generale.
Per quanto riguarda invece i Mapic Awards - da quest’anno realizzati in partnership con Estates Gazette e con il nome di Mapic EG Retail Awards - sono state due le importanti novità: innanzitutto è mancata la tradizionale cerimonia, del giovedì tardo pomeriggio, al Palais du Festival e tutto l’evento (cena con proclamazione dei vincitori) si è svolto al Martinez Hotel, sede in passato del frequentatissimo party.
Inoltre sono cambiate le categorie dei premi, non più merceologiche: la turca Koton ha vinto nella sezione “Retail success story”, la spagnola Desigual per il “Retail concept”, la turca Orta Gayrimenkul Yatirim Hizmetleri ve Turizm A.S. è stata nominata “Developer of the year” così come Cushman & Wakefiled “Consultant of the year”. Il britannico Department for Social Development-Belfast City Centre Regeneration Directorate si è messo in luce per l’“Urban regeneration” e la francese Modus Properties (Grand Arcade shopping center) per la “Best eco-initiative”. Ancora: l’inglese Cabot Circus di Hammerson and Land Securities ha conquistato il “Best shopping center”. Infine, l’”Outstanding achievement of the year” è andato a Bob Bridger, vice president retail di Apple Us, mentre il premio “Retail personality of the year” è stato assegnato a David Leino, senior vice president di Abercrombie & Fitch.
e.c.
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