Anci: -10% la produzione calzaturiera del trimestre ma conta sull'export

All'assemblea dei soci Anci, tenutasi oggi a Milano, sono stati diffusi i dati del settore calzaturiero relativi ai primi mesi del 2009: nel trimestre la produzione ha segnato un -10,1% in valore, mentre gli ordini (in quantità) da gennaio ad aprile hanno subito un -7,4%, con un -5,3% sul mercato interno e un -9,1% all'estero. Scajola: "Non vi lasceremo soli".
Nei primi due mesi dell'anno, come riporta Anci, le esportazioni sono scese del 7,4% (rispetto allo stesso periodo del 2008) a 1,27 miliardi di euro, penalizzate dal -24,6% negli Usa e dal -15,2% in Russia, mentre risultano in controtendenza mercati europei come Francia (+6,5%), Grecia (+25%) e Portogallo (+3,8%). Segnali positivi sul fronte dei consumi interni: nel periodo gennaio-marzo le famiglie italiane hanno aumentato dell'1,8%, portandola a 1,4 miliardi di euro, la spesa nel segmento calzature.
E mentre tutta la filiera della pelle accusa, da dicembre a marzo, un -1,2% nel numero di aziende attive e un -0,7% degli addetti, con un incremento del 169,5% in termini di ore autorizzate di cassa integrazione guadagni, il ministro Claudio Scajola in avvio di assemblea ha rassicurato gli imprenditori nonostante si prospettino “sfide impegnative”. “Non vi lasciamo soli - ha detto -. L'obiettivo è preservare il patrimonio produttivo del Paese, nel rispetto dei vincoli dettati dall'ingente debito pubblico ereditato”. In tal senso sono previste misure anticongiunturali e interventi di carattere strutturale. Come il potenziamento del fondo di garanzia, ma anche un'accelerazione dei rimborsi fiscali e della riscossione dei crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione. Parlando nello specifico di moda, il ministro ha ricordato anche la concessione del credito d'imposta per campionari e collezioni (scaturito dal Tavolo della moda) e ha anticipato, senza entrare in dettaglio, che altre misure "faranno parte dei prossimi incontri”.
L'assemblea Anci è stata l'occasione per rinnovare con il Ministero e l'Ice un accordo di collaborazione, avviato nel 2004, per la promozione all'estero delle calzature made in Italy, che prevede uno stanziamento di 3,5 milioni di euro. Parlando di mission "mirate", Scajola ha indicato le prossime tappe dopo la recente in Russia: si tratta di Brasile, Cile, Singapore e Malesia. Massimo Mamberti, direttore generale dell'Ice, ha a sua volta segnalato tra i mercati interessanti, oltre al Brasile, anche l'India (entrambi stanno rivelando una veloce ripresa). “Poi bisogna fare di più nel Golfo Persico, in Sud America e Asia Centrale - ha suggerito agli industriali - nonché riprendere i contatti con Russia e il resto d'Europa”. Sempre a proposito della leva dell'internazionalizzazione, il presidente dell'associazione dei calzaturieri, Vito Artioli, ha confermato: “Mantenere la nostra presenza sui mercati classici come Europa, Russia, Usa, non significa dover abbandonare quelli emergenti come Cina, Paesi del Golfo e Asia centrale”.
Riguardo all'ex Unione Sovietica, l'economista Marco Fortis, presidente della Fondazione Edison, ha ricordato che la crisi dei consumi nell'area è strettamente legata al prezzo del petrolio, che ha già ripreso a salire. Quanto agli Usa, sono stati iniettati nell'economia 3mila miliardi di dollari per cui, come ha affermato Andrea Moltrasio vice presidente per l'Europa in Confindustria, “è impossibile che non sortiscano alcun effetto”.
e.f.
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