Anci incontra la community della finanza

L'industria calzaturiera italiana sotto l'ombrello di Anci tenta un dialogo con il private equity, la Borsa e le banche a Palazzo Mezzanotte a Milano. Con una nuova edizione dello Shoe Report si racconta, spiega perché non è un settore maturo e per quali ragioni merita le attenzioni della finanza.
All'appuntamento, il presidente di Anci, Cleto Sagripanti, ha snocciolato alcuni numeri che ben pochi settori del manifatturiero sono riusciti a mostrare nel critico 2011: +14% l'export, +4% la produzione e addirittura un +1% per l'occupazione. "Alle imprese dico di cambiare le loro idee sul mondo della finanza - ha affermato aprendo i lavori - e al mondo della finanza chiedo, se non di aprire i portafogli, di aprire i suoi sportelli".
Nadio Delai del centro studi Ermeneia, che ha curato lo Shoe Report, ha elencato i plus del settore: la solidità di fondo - "più del tessile-abbigliamento e del metalmeccanico" -malgrado le scosse subite negli anni critici; il radicamento territoriale (cinque regioni garantiscono l'85% della produzione, collocando l'Italia al primo posto nell'Ue a 27 per numero di paia realizzate), la capacità di metabolizzare attivamente la crisi, cioé di "fare manutenzione" e poi, superato lo shock, di reagire e "liberare energie".
Tenendo conto di vari parametri (come il fatturato e la capacità di export), Ermeneia ha individuato un bacino di aziende che potrebbero usufruire di interventi finanziari mirati per "fare il salto". Il numero potenziale oscilla tra 65 e 130, solo tenendo conto delle realtà fuori dalla crisi che hanno adottato strategie di trasformazione e posizionamento coerenti.
In qualità di presidente di Aifi (associazione italiana del private equity e venture capital), Gianpio Bracchi ha spiegato quali società risultino interessanti agli occhi del private equity. "Cerchiamo imprese con un valido progetto di sviluppo, prospettive di internazionalizzazione e una spiccata componente innovativa - ha spiegato -. Devono poi essere guidate da un buon imprenditore, nonché presentare bilanci trasparenti e una governance aperta al contributo di terzi".
Con grafici alla mano Paola Durante, managing director investment banking di Bank of America Merrill Lynch, ha invece testimoniato che gli accessori piacciono alla Borsa: basta guardare i trend dei prezzi delle quotate su un periodo di uno-due anni ma anche su base decennale. "Negli ultimi 12 mesi - ha specificato - si sono distinti i titoli europei nell'alto di gamma, vedi Salvatore Ferragamo e Ppr con Gucci e Sergio Rossi, mentre nel lungo periodo i più performanti vanno ricercati sul mercato asiatico e americano".
Marco Fumagalli, responsabile capital markets di Centrobanca, ha invece parlato di uno strumento alternativo per reperire capitali, la Spac (Special purpose acquisition company), sorta di ibrido tra private equity e Borsa. In estrema sintesi funziona così: alcuni investitori istituzionali apportano i capitali per costituire la Spac; tramite un'Ipo la stessa si quota; viene cercata una società target in un determinato settore, con cui realizzare una fusione utilizzando i proventi del collocamento. L'imprenditore che non vuole perdere il controllo della sua società sappia che la target può essere acquisita anche in forma non totalitaria.
In conclusione Barbara Lunghi, responsabile mercati Pmi-Primary Markets di Borsa Italiana, ha illustrato il progetto Elite che, con il supporto del Tesoro, punta ad accompagnare le Pmi "con doti di leadership" in un percorso di crescita culturale sul fronte finanziario (vedi fashionmagazine.it del 13 aprile). Tra le 16 che hanno già aderito ci sono Light Force, Twin-Set Simona Barbieri, Harmont & Blaine e Yamamay-Carpisa.
e.f.
stats