Anci: le battaglie future si giocano ancora in sede europea

Procedure antidumping, obbligatorietà del marchio d’origine, controlli sanitari sulle calzature importate: giugno è un mese chiave per le battaglie che l’associazione dei calzaturieri italiani sta conducendo in sede europea.
“Nella riunione del 29 giugno - ha sottolineato oggi all’assemblea Anci il presidente Soldini - i funzionari del ministero dovranno essere presenti a Bruxelles per portare a buon fine le nostre richieste, finalizzate alla trasformazione dei dazi provvisori in definitivi e alle modifiche relative a quei contenuti che non ci soddisfano; inoltre, è circolata la voce di un’ipotesi di discussione delle quote”. Il 6 aprile scorso, infatti, dopo quasi tre anni di pressioni Anci ha ottenuto l’attuazione di dazi compensativi provvisori sulle importazioni di calzature in pelle da Cina e Vietnam, che però scadranno il 7 ottobre.
“Sebbene non manchino riserve sul provvedimento, che prevede esclusioni incomprensibili e ingiustificate, le stime sul tasso di copertura delle misure indicano che i dazi interessano oltre il 60% delle scarpe in pelle in arrivo nella UE25 dalla Cina e dal Vietnam" ha fatto notare Soldini.
L’altro fronte caldo è quello relativo al “made in” obbligatorio per le scarpe extra-Ue. “Deindustrializzare il manifatturiero sembra essere diventato un obiettivo prioritario di Bruxelles - ha ribadito il presidente di Anci - e il frutto diretto del cedimento alle pressioni e agli interessi delle potenti lobby degli importatori e dei distributori dei Paesi del Nord Europa". "Chiediamo per la prossima riunione a Bruxelles sul tema, in programma il 14 giugno, il massimo impegno a Governo, sindacati e Confindustria, stamani rappresentata all’assemblea Anci dal presidente Montezemolo", ha aggiunto e sottolineato: "Cosa meglio del silenzio sull’origine consente il permanere di corposi interessi commerciali che passano attraverso omesse informazioni e quindi inganni al consumatore?”. Soldini, infine, ha ricordato che sul fronte dei controlli sanitari relativi alle calzature importate, avviati nei mesi scorsi dal Ministero della Sanità, anche in esecuzione di Direttive comunitarie, a breve verranno resi noti i risultati dei controlli a campione. “Da indiscrezioni possiamo indicare che una forte percentuale delle calzature importate sinora analizzate contengono oltre i limiti sostanze altamente nocive, pericolose per la salute del consumatore”.
a.m.
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