Anci presenta a Roma lo Shoe Report 2010

Si è svolto oggi a Roma presso la Sala Capitolare del Senato, organizzato da Anci, l’incontro "L’Industria Calzaturiera Italiana a confronto con il Sistema Paese", in occasione della presentazione dello Shoe Report 2010. Presenti il presidente dell’associazione dei calzaturifici italiani Vito Artioli e Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Il secondo rapporto analitico sullo stato del settore presenta uno scenario a tinte cupe. Nei primi nove mesi del 2009, infatti, risultano chiari i segnali di peggioramento congiunturale: diminuiscono significativamente i flussi dell’export (-16%), aumentano vistosamente le richieste di Cassa Integrazione Guadagni (+322,1%) tra ordinaria e straordinaria. Tengono di strettissima misura i consumi delle famiglie, mentre il 69,2% degli imprenditori dichiara di aver avvertito la crisi “molto e/o abbastanza”.
Risultati non meno significativi, con qualche spiraglio positivo, emergono riguardo alla capacità delle imprese di reagire. Non solo l’analisi registra una trasversale atteggiamento a mantenere serrate le fila, a resistere in un momento che rimane difficile, ma ci sono anche realtà che presentano segnali positivi in termini di andamento degli ordinativi (il 26,9% degli intervistati), del fatturato (il 23,1%) e dell’export (il 17,3%). Inoltre due terzi delle company sottolineano di stare “ utilizzando proprio la crisi per riposizionarsi sui mercati, per ristrutturarsi e per innovare prodotti e processi”.
Si conferma poi la strategia al riposizionamento verso l’alto del prodotto italiano in termini qualitativi, come mostra una sorta di forbice virtuosa che evidenzia, da un lato, un minor numero di paia prodotte ed esportate e, dall’altro, un aumento evidente del valore corrispondente creato: grazie a questo fattore il comparto, con il 3,6% del numero di addetti totali dei settori del made in Italy, riesce a produrre un saldo commerciale positivo, che costituisce il 6,1% del saldo commerciale complessivo. “Questi dati rappresentano, in una situazione di crisi, risultati straordinari ma anche elementi su cui far leva per impostare la politica industriale e quella commerciale - sottolinea Artioli -. In questo senso, è nel massimo interesse del nostro Paese portare a termine quel regolamento obbligatorio europeo sulla denominazione di origine, che imporrebbe di identificare la provenienza delle calzature in ingresso nell’Unione Europea”.
Il superamento dei vecchi modelli industriali, l’importanza di investire nel mantenimento del capitale umano, l’impegno delle istituzioni e del comparto a preservare e proiettare nel futuro l’industria calzaturiera italiana sono stati fra gli altri argomenti dell’incontro, cui hanno partecipato anche Nadio Delai (presidente Ermeneia), Cesari Cursi (presidente della Decima Commissione Industria) e Marco Reguzzoni (componente della Decima Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo).
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