Anci: senza sosta l’invasione di calzature cinesi nell'Unione europea

Sfiora il 300% la crescita a 10 mesi delle importazioni europee di calzature cinesi con tomaia in pelle. "I numeri testimoniano l’impotenza dell’Ue di fronte al fenomeno", afferma Rosano Soldini, presidente dell’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani (Anci), che ribadisce la richiesta di interventi urgenti.
Per alcune tipologie si raggiungono anche punte di incremento del 700%, con un’ulteriore flessione del prezzo medio del 25%, come fanno sapere dall’Anci. Una situazione su cui pesa il mancato accoglimento delle richieste dell’associazione italiana e dell’omologa europea (Cec), fra le quali l’adozione urgente di dazi compensativi.
I produttori di calzature made in Italy stanno ancora attendendo, infatti, l’adozione di provvedimenti antidumping a seguito dell’avvio della procedura contro Cina e Vietnam (sulle scarpe in pelle), come pure contro Repubblica Popolare e India (calzature di sicurezza). Secondo l’associazione, tuttavia, i provvedimenti antidumping devono essere accompagnati dall’ok dell’Europa all’obbligatorietà del marchio d’origine.
"Rileviamo con soddisfazione - ha affermato Soldini - l’iniziativa del ministro della Salute, Francesco Storace, per l’effettiva attuazione dei controlli sanitari sulle calzature importate, anche in esecuzione di direttive comunitarie".
L’Anci attende ora il prossimo incontro (il 19 del mese) con Peter Mandelson, commissario al Commercio Ue, nel corso del quale emergeranno le “reali intenzioni della Commissione”. “Di fronte a questi nuovi dati - conclude Soldini - ci attendiamo sviluppi concreti sul fronte dei dazi compensativi”.
e.f.
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