Anci sul Decreto Sviluppo: "Serviva più coraggio per avviare un nuovo ciclo"

"Serviva più coraggio - ha detto Cleto Sagripanti, presidente di Anci, nel commentare il Decreto Sviluppo, recentemente presentato dal Governo -. Serviva soprattutto la visione strategica di mettere al centro dell'azione le imprese, che stanno subendo la forte contrazione dei consumi interni e l'andamento molto altalenante dell'economia nei Paesi europei".
L'organizzazione dei calzaturieri italiani ha preso tempo per analizzare e valutare attentamente il "pacchetto", confrontandosi con gli associati ed entrando nel merito di alcuni punti specifici. In particolare, Anci ritiene ancora insufficiente l'impegno assunto sulla nuova Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle aziende della Penisola. Poco chiari sono, ad esempio, i fondi messi a disposizione.
"Anche sul fronte dell'innovazione - ha affermato Sagripanti - non possiamo dirci soddisfatti, perché il Decreto premia in modo generico l'assunzione di figure altamente qualificate e specializzate, impiegate in attività di ricerca e sviluppo. Ma questo non collima in nessun modo con la necessità di riavviare un credito di imposta per la ricerca stilistica e per la predisposizione del campionario: voci, queste ultime, che per una pmi del nostro settore pesano in modo significativo sul bilancio e che pure costituiscono una leva essenziale per competere".
Inoltre, sempre secondo Anci, poco si è fatto sul tema del credit crunch, che opprime particolarmente le imprese della calzatura, costrette a subire, oltre alla stretta sul credito da parte delle banche, anche i ritardi o i mancati pagamenti da parte dei clienti.
e.a.
stats