Anci: una lettera aperta agli europarlamentari italiani

Misure antidumping ed etichettatura d’origine sono i temi principali della lettera aperta inviata oggi agli europarlamentari italiani dal presidente di Anci e Cec, Vito Artioli, al fine di sensibilizzarli sulla materia e ottenere il loro supporto nelle iniziative intraprese.
Dovrebbe sciogliersi a breve, infatti, il nodo del prolungamento delle misure antidumping sulle importazioni nella Ue di footwear in pelle proveniente da Cina e Vietnam, una battaglia che impegna da tempo l’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani (Anci) insieme alla Confederazione Europea dell’Industria della Calzatura (Cec), alla quale fa capo. Si tratta di un’iniziativa avviata già da diversi anni dalle organizzazioni, per la tutela dell’industria manifatturiera del Belpaese e del Vecchio Continente: fra gli obiettivi, la creazione di un sistema di regole trasparenti. “Richiediamo il sostegno dei nostri eurodeputati affinché il Comitato Antidumping, prima, e il Consiglio Europeo poi, si pronuncino a favore del prolungamento dei dazi”, dice Artioli. I dazi, sottolinea, “non vanno intesi come una misura protezionistica: non li abbiamo mai considerati strumenti risolutivi, né tantomeno sostitutivi, della reciprocità e della correttezza nella competizione. Sono strumenti temporaneamente e parzialmente compensativi proprio della mancanza di reciprocità e dell’esistenza di ineguali condizioni competitive”.
Nella lettera il presidente richiama l’attenzione anche sul tema della marcatura di origine obbligatoria per i prodotti importati nell’Unione. “L’applicazione di un’etichetta per rendere nota l’origine di un paio di scarpe - riprende Artioli - non è un ostacolo alla libera circolazione delle merci, ma è semplicemente la misura più equa e veloce per coniugare le dinamiche commerciali dell’offerta al rispetto del diritto del consumatore di essere informato, diritto che è peraltro tutelato dai più evoluti e grandi mercati mondiali - Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia e Cina - per accedere ai quali si deve indicare l’origine della propria merce”.
d.p.
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