Ancora incertezza sul futuro della maison Lacroix

Nulla di fatto per la Christian Lacroix. Sembrava certa l’approvazione della proposta dello sceicco di Ajman ma ieri, durante l’udienza al Tribunal de Commerce parigino, è emerso che nessun pretendente al controllo della fashion house ha presentato le necessarie garanzie finanziarie per un piano di rilancio. La corte francese si aggiorna così al primo dicembre.
L’offerta di Hassan Ben Ali al-Naimi per la società, in amministrazione controllata dalla scorso giugno, era stata considerata dallo stesso ceo Nicolas Topiol “pienamente soddisfacente per tutte le parti coinvolte, incluso lo stesso monsieur Lacroix” (vedi fashionmagazine.it del 28 ottobre 2009). Anche il curatore fallimentare Roger Vaillot aveva definito probabile l’approvazione della proposta dello sceicco, che a ottobre aveva messo sul piatto 100 milioni di dollari, assicurando l’appianamento del passivo e il mantenimento della forza lavoro della griffe, dal 2005 di proprietà del gruppo statunitense Falic.
A margine dell’udienza di ieri, Vaillot ha ricordato che i soggetti interessati alla maison - in lizza rimane anche la francese Bernard Chief Consulting, capitanata da Louis Petiet - dovranno sottoporre al tribunale piani dettagliati prima dell’appuntamento dell’1 dicembre.
La Christian Lacroix ha chiuso il 2008 con un fatturato di 30 milioni di euro e perdite per 10 milioni. In 22 anni di attività non ha mai generato utili.
d.p.
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