Antonio D’Amato a Pitti: impulso alle riforme per la ripresa economica

All’indomani dell’intesa tra imprese e sindacati sulla competitività per il rilancio dell’economia del Paese, Antonio D’Amato, ospite alla kermesse fiorentina, ribadisce le sfide che attendono il governo italiano e l’Unione Europea nei prossimi mesi. È il momento di riforme serie, ha detto il presidente di Confindustria, per non perdere il treno della ripresa.
Dopo l’accordo raggiunto ieri tra Confindustria e Cisl, Uil e Cgil (tornata al tavolo di negoziato dopo due anni di accordi separati), alla conferenza stampa di Pitti Immagine Uomo Antonio D’Amato è apparso soddisfatto: le imprese e i sindacati si sono resi disponibili a un dialogo costruttivo, ha sottolineato, condividendo l’analisi sulla crisi industriale del Paese e stilando alcune priorità d’azione per il rilancio dell’economia italiana. Il nostro Paese si trova così a dover predisporre riforme serie e incisive per scalzare la crisi e potenziare la competitività e, dunque, a strutturarsi dal punto di vista legislativo per competere su un palcoscenico internazionale in forte evoluzione.
Dinamiche nuove rispetto al passato movimentano gli scenari mondiali, ha precisato D’Amato: l’America, in un momento di debolezza del dollaro, si sta attrezzando con un pacchetto per la difesa che andrà presto a incidere positivamente sulle sue prestazioni economiche, grazie a uno sgravio della pressione fiscale e a forti investimenti pubblici e nella ricerca. Parallelamente la schiera dei Paesi emergenti sta acquisendo sempre più competitività sfruttando anche l’anarchia regolamentativa.
L’Italia e l’Europa, secondo D’Amato, in questo momento così delicato devono affilare le armi e difendere i propri punti di forza, ossia i contenuti di qualità. E definire le regole di un mercato che deve essere sì libero, ma regolamentato da un preciso protocollo che tuteli la proprietà intellettuale, oltre all’origine e provenienza dei prodotti. Regole sociali e ambientali uguali per tutti, ha insistito D’Amato, in grado di coinvolgere ogni nazione in un sistema di diritti e doveri universalmente riconosciuti.
Italia ed Europa, ha concluso il presidente di Confindustria, non possono più sottrarsi al confronto per una manovra globale di politica economica: per tutelarsi e per non perdere il treno della ripresa.
a.t.
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