Approda alla Camera il testo che annulla il divieto di presenza dei minori negli spot

È approdato oggi alla Camera il testo redatto dalle Commissioni Riunite Cultura e Trasporti che modifica l’articolo 10 della legge Gasparri, cancellando il contestato comma che vieta agli under-14 la presenza negli spot televisivi. Sarà discusso in Parlamento in questi giorni.
A sei mesi dall’approvazione della legge Gasparri (3 maggio 2004), quindi, potrebbe essere definitivamente annullato il punto più contestato da aziende e pubblicitari, che all’inizio del comma 3 dell’art. 10 recita così: “L’impiego di minori di 14 anni in programmi radio-televisivi, oltre che essere vietato per messaggi pubblicitari e spot (…)”. Il comma continua elencando la regolamentazione sulla presenza dei bambini in tv.
Proprio la frase sopracitata è stata cancellata dal testo redatto mercoledì scorso dalle Commissioni Riunite Cultura e Trasporti della Camera; testo che ha recepito, unificandole, ben tre proposte di modifica dell’art. 10 della Gasparri: una presentata dai deputati Santanché (An) e Romani (Forza Italia), l’altra da Bianchi Clerici e Caparini (Lega Nord) e la terza dai deputati della Margherita Gentiloni, Colasio, Rosato, Bimbi e Carra. Quest’ultima aggiunge all’art. 10 il divieto di pubblicità per gli “alcool pop” e “ready to drink” (bevande contenenti alcool in misura inferiore ai 21 gradi) specificamente destinati ai minorenni. Per quanto riguarda la possibilità di utilizzare i bambini negli spot televisivi, c’è grande attesa su come si esprimerà il Parlamento. Aziende e pubblicitari, infatti, dopo l’approvazione del divieto, avevano dato l’allarme su un provvedimento considerato inefficace e incoerente, oltre che dannoso per l’economia italiana, dato che il mercato che coinvolge i baby attori è stato stimato da Nielsen, da gennaio a ottobre 2003, in 483 milioni di euro e ben 940 sono state le campagne italiane dove è comparso un bambino.
Tra l’altro, in questi sei mesi in cui è stato in vigore il divieto imposto dalla Gasparri, molte agenzie di pubblicità sono andate e girare spot con bambini all’estero, dove non vige un’uguale restrizione.
v.a.
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