Approvata la Gasparri. E anche il divieto all'utilizzo dei minori negli spot

Dopo un iter complesso, è stata approvata in via definitiva al senato la Gasparri con 142 voti favorevoli, 91 contrari e una sola astensione. Un provvedimento che modifica anche i codici della comunicazione focalizzata sugli under 14: il dibattito, anche nel mondo della moda, è aperto.
Il ddl che ha preso il nome dal ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri, e che adesso è legge a tutti gli effetti, disciplina il settore radio-televisivo stimando il sistema integrato delle comunicazioni (Sic) in circa 26 miliardi di euro su cui si calcolano i tetti antitrust e definendo, parallelamente, l’attivazione del digitale terrestre e la riforma della Rai.
C’è poi la questione relativa al “divieto di spot” per gli under 14: già nei mesi scorsi si era sollevato un coro unanime di protesta da parte delle aziende e degli operatori della comunicazione per l’emendamento, ora approvato, che vieta la presenza di bambini all’interno della pubblicità televisiva. Nelle norme dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e in quelle sul lavoro minorile, le tutele per i bambini sono comunque forti nel nostro Paese: questo sia a livello di contratto per gli attori, sia riguardo ai piccoli fruitori della pubblicità, senza contare il nuovo codice su tv e minori che ha recentemente istituito le cosiddette fasce orarie protette.
“In un sistema economico come quello occidentale – ha dichiarato a Fashion Corrado Mazzucchi, presidente di Phoenix Advertising, agenzia che realizza da anni gli spot per Chicco – la pubblicità ha proprio il ruolo di contribuire alla crescita dell’economia e qualsiasi legge che limita la concorrenza e lo sviluppo risulta pericolosa. È ovvio che vietare la presenza di bambini piccoli negli spot televisivi crea problemi a molte aziende, che si trovano nell’impossibilità di presentare al meglio i loro prodotti”. Ricordiamo che il mercato che coinvolge i baby attori è stimato da Nielsen, da gennaio a ottobre 2003, in 483 milioni di euro e ben 940 sono state in questo periodo le campagne dove è comparso un bambino.
v.a.
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