Arnault: Fendi prima griffe italiana della pelletteria entro cinque anni

Bernard Arnault vuole fare di Fendi la prima griffe italiana della pelletteria entro cinque anni: lo ha detto ieri nel corso assemblea generale Lvmh precisando che il 2002 sarà l'anno del risanamento, con la crescita della redditività attesa a partire del 2003. Arnaul ha infatti sottolineato il formidabile potenziale della griffe e la qualità dei suoi prodotti unici comunicando agli azionisti di ritenere di avere messo a punto una strategia chiara anche grazie a un ottimo management. Tra i programmi futuri, l'apertura di 20/25 nuovi negozi all'anno. Anche la maison americana Donna Karan sarà oggetto di una politica di rilancio. Quanto a Lvmh, ci si attende quest’anno un aumento dell’utile operativo pari al 10%: il 2002 sarà quindi per il gruppo l'anno del risanamento. Il gruppo Lvmh, penalizzato dalla crisi economica seguita agli attentati terroristici dell'11 settembre, aveva chiuso il 2001 con un forte calo dell’utile netto, sceso a 10 milioni di euro contro i 722 milioni del 2000 e una flessione del 20% a 1,5 miliardi dell’utile operativo. A lungo termine, entro i prossimi cinque anni, Arnault ha confermato gli obiettivi di raddoppiare sia il valore del gruppo sia quello del fatturato. Il presidente del leader mondiale del lusso ritiene infatti che Lvmh si trovi ben piazzata per sfruttare la ripresa economica mondiale prevista già a partire dal secondo semestre dell’anno in corso. Inoltre nei primi mesi di quest’anno le attività che avevano generato maggiori perdite nel 2001- vedi la catena di duty free Dfs e quella delle profumerie Sephora - hanno registrato un miglioramento superiore al previsto grazie una razionale politica di ristrutturazione.
c.mo.
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