Assemblea annuale Uib: con Emma Marcegaglia il punto sull'industria tessile

"L’industria tessile italiana ce la farà a mantenere la sua leadership". Lo ha detto ieri a Biella Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, intervenuta nel corso dell’assemblea annuale dell’Unione industriale biellese.
Forte e determinata - e sicura, come ha detto lei stessa, dell’appoggio di Paolo Zegna come vicepresidente per l’internazionalizzazione di Confindustria - Marcegaglia ha esaminato “la criticità della situazione economica italiana, che richiede interventi urgenti”. "O adesso o mai più” ha messo in guardia, delineando le "ricette" della Confederazione Generale dell'Industria Italiana, che saranno presentate al Governo nei prossimi mesi in tema di semplificazione della burocrazia per le imprese e per la realizzazione delle infrastrutture urgenti per il Paese.
Sul fronte dell’energia, importante anche per il tessile, le neo-presidente di Confindustria sostiene l’ipotesi della reintroduzione del nucleare e della costituzione di nuovi rigassificatori “per poter comprare il gas naturale da Paesi diversi da Algeria, Libia e Russia visto che, in seguito a scelte politiche precedenti, il 60% dell’energia italiana deriva proprio dal gas”.
Sulla questione del "Made in", portata avanti in sede Ue con grande energia dallo Paolo Zegna, Marcegaglia non demorde. “Sarà una partita difficile - dichiara - perché in Europa si scontrano due mentalità. La prima intende mantenere il comparto manufatturiero nel nostro territorio mentre la seconda (rappresentata dai Paesi del Nord, che da tempo lo hanno abbandonato) lo vuole abolire. Si tratta di portare almeno un paio di Stati dalla nostra parte”. Grande chiarezza di idee anche sulle questioni del Doha Round. “Occorre combattere l’asimmetria delle regole che sfavoriscono alcuni Stati e il libero scambio delle merci”, ha esortato Marcegaglia.
Nuove aperture e collaborazioni con altre province e distretti, ma anche con scuole e università: queste, in ultimo, le priorità dell'Unione industriale biellese tracciate dal presidente Luciano Donatelli, che vuole far nascere a Biella un "polo di competitività" sul modello francese, una sorta di incubatore, una "fabbrica creativa" con tutte le fasi, soprattutto quelle legate a stile, creatività, comunicazione, marketing e distribuzione. “Accompagneremo le imprese con servizi di supporto, che consentano loro di percorrere la strada che le avvicina al mercato e al consumatore finale”, ha puntualizzato Donatelli. Ma non basta: “Stiamo predisponendo un piano di marketing territoriale per attrarre nuove industrie nel biellese, con il sostegno della locale Camera di Commercio”, ha concluso l'imprenditore.
m.f.
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