Assemblea annuale calzaturieri: in primo piano "Made in" e proroga dei dazi anti-dumping

Industria calzaturiera alla ribalta, ieri e oggi, a Fermo nel marchigiano durante l'assemblea annuale della Cec, confederazione europea che riunisce gli imprenditori del settore. Da Vito Artioli, presidente dell'associazione italiana di categoria Anci, un monito all'Europa, affinché si arrivi in tempi brevi al Made-in obbligatorio per gli articoli di provenienza extra-Ue e vengano prorogati i dazi anti-dumping contro l'import di scarpe in pelle da Vietnam e Cina.
"Noi rappresentiamo un comparto produttivo composto da circa 11 mila industrie calzaturiere europee e oltre 240 mila addetti - ha precisato Artioli -. Una forza lavoro significativa, a cui l'Italia contribuisce nell'ordine del 37% circa". Come ha sottolineato l'imprenditore, l'obbligatorietà dell'etichettatura d'origine è uno strumento decisivo per il mantenimento nel nostro continente, e in particolare in Italia, dell'apparato manifatturiero e della relativa occupazione. Ma l'iter non è privo di incognite: nel 2005, infatti, la Commissione Europea si è pronunciata positivamente in proposito, approvando la relativa Proposta di Regolamento che tuttavia, per diventare Regolamento, necessita di una maggioranza qualificata all'interno del Consiglio dei Ministri. "Riteniamo urgente agire e ottenere risultati immediati - ha dichiarato il presidente di Anci - perché nel maggio 2009 scadranno i mandati della Commissione e del Parlamento Europeo, che si sono già espressi a favore del provvedimento".
Resta inoltre aperta la questione dei dazi applicati ad alcuni prodotti di provenienza cinese e vietnamita. La forte pressione competitiva esercitata da queste due nazioni è attestata dalle cifre: nel gennaio-ottobre 2007, l'import dalla Cina all'Italia è aumentato in volume del 17,5% rispetto all'analogo periodo 2006, mentre quello dal Vietnam si è portato avanti del 15%, nonostante la contrazione per le categorie merceologiche interessate dalle misure europee anti-dumping (-17,6% in quantità dalla Cina e -9,7% dal Vietnam). Ma i dazi scadono il 7 ottobre 2008. "Si impone una proroga - mette in guardia Artioli -. Abbiamo raccolto in questi due mesi i questionari che confermano l'attuale danno significativo all'industria europea e che sono sufficienti per esigere un prolungamento. Stiamo ora agendo con i servizi della Commissione per supportare la solidità della richiesta. Il Governo italiano è al nostro fianco in questa battaglia".
In primo piano anche il tema dell'innovazione di processo e di prodotto "e la necessità di utilizzare al meglio il settimo Programma Quadro, appena avviato in sede comunitaria". Senza contare, poi, la formazione, "che deve basarsi su piani di studio volti a forgiare figure professionali similari tra loro in Europa". La sfida del futuro si chiama anche nuovi mercati, "da approfondire attraverso studi mirati sulle modalità distributive, in modo da dare un impulso significativo all'export".
Non solo spazio per le riflessioni, comunque, nella due giorni fermana: stasera, alle 22.30, è previsto al Teatro dell'Aquila lo show "Dancing Shoes", organizzato da Bananas-Zelig con coreografie di Mirella Rosso: un'esibizione di ballerini, cantanti e acrobati, sul filo conduttore delle emozioni e suggestioni evocate da un paio di scarpe.
a.b.
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