Assemblea di Smi: Tronconi fa il bilancio di un quadriennio di presidenza

Dopo quattro anni di presidenza di Smi, Michele Tronconi fa un bilancio all'assemblea degli associati. Nelle voci positive il sostegno all'internazionalizzazione che ha portato, tra le varie attività, all'apertura dell'ufficio di Shanghai. Mancato, al momento, il riconoscimento al "monte" della filiera di settore energivoro, tasto sul quale Giorgio Squinzi, neopresidente di Confindustria, si impegna a insistere.
A Sistema Moda Italia pesa anche il non riconoscimento, a livello europeo, dell'etichettatura "made in" per le merci provenienti dai Paesi extra-Ue. "Ci lavoriamo da 10 anni, ma il blocco del Nord l'ha avuta vinta", ha ammesso Tronconi. Irrisolto pure il problema del Tfr "sottratto" alle aziende sopra i 50 dipendenti. Tra i successi, invece, la sottoscrizione con i sindacati di due contratti nazionali di lavoro, la detassazione riservata a investimenti volti alla realizzazione di campionari (nonostante sia stato un provvedimento una tantum) e, non ultimo, il recente accordo a sostegno dell'export con Intesa Sanpaolo (vedi fashionmagazine.it del 4 maggio).
Il presidente - alla sua ultima assemblea, anche se che ha ancora davanti a sé 12 mesi di mandato - ha poi indicato le "patologie" del settore: il credito (anche all'interno della filiera, dove è auspicabile un riallineamento dei tempi di pagamento) e la tutela della proprietà intellettuale. Non solo per contrastare le copie cinesi: a volte, infatti, i campionari vengono utilizzati come referenze per produzioni delocalizzate. Tronconi ha inoltre richiesto coerenza al governo. "Chiede alle imprese una maggiore internazionalizzazione - ha spiegato - che però dovrebbe essere accompagnata da una vera politica industriale, capace di sostenere la competitività sui mercati esteri".
In cima alla lista dei propositi c'è il favorire la messa in rete delle imprese: un tema caro a Giorgio Squinzi, che ha chiuso l'assemblea (svoltasi ieri nella sede milanese del Gruppo Il Sole 24 Ore) ricordando come a oggi siano state costituite circa 300 reti d'impresa. Ma l'obiettivo, nei quattro anni del suo mandato, è arrivare a quota 2mila. Nella sua ricetta il presidente di Confindustria elenca investimenti nel marketing, sinergie tra eccellenza stilistica e capacità produttiva e qualità nei servizi. "Siamo imprenditori speciali - ha terminato Squinzi -. Per andare avanti abbiamo però bisogno di un Paese normale". L'Italia, invece, "è colpita da due mannaie, il credito e il fisco". In più necessita di una generale semplificazione normativa e burocratica.
L'incontro di ieri è stato anche l'occasione per annunciare i nomi dei cinque nuovi consiglieri della giunta di Smi che affiancheranno Michele Tronconi: si tratta di Silvio Albini, Sergio Tamborini, Gianluigi Candiani, Piergiorgio Borsetti e Massimiliano Bresciani.
e.f.
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