Assemblea generale Anci: i calzaturieri non possono ancora abbassare la guardia

Dopo un 2007 interlocutorio, i calzaturieri italiani si aspettano un biennio difficile, più per fattori esterni che per le difficoltà insite alle aziende, ormai orientate alla valorizzazione della fascia medio-alta e dei prodotti con un elevato valore aggiunto. Lo ha ricordato Vito Artioli, presidente di Anci, all’assemblea generale dell’associazione dei calzaturifici nazionali, svoltasi oggi a Milano.
“Lo scorso anno le esportazioni hanno fatto segnare +6,2% in valore, pari a 6,9 miliardi di euro, e un +0,7% in quantità, per un totale di 245,3 milioni di paia, con un prezzo medio salito del 5,5% - ha detto Artioli -. I primi due mercati di sbocco, Francia e Germania, hanno fatto registrare incrementi contenuti, gli Usa sono stati fortemente penalizzati dal cambio, mentre la Russia si conferma il quarto cliente estero in termini di valore, con un +25% sul 2006”.
E sono proprio i “nuovi” sbocchi, dall’ex Urss all’area del Medio Oriente, più che l’Asia, a far ben sperare il settore calzaturiero nazionale, che ha chiuso l’ultimo anno con una produzione pari a 7,5 miliardi di euro, preoccupato “delle recenti dinamiche congiunturali internazionali, che stanno influendo negativamente sul lieve recupero registrato nel corso del 2007 – ha sottolineato Artioli – anche se i dati del primo bimestre 2008 sono ancora positivi: +1,4% in volume e +8,3% in valore, con +6,8% nei prezzi medi per le nostre esportazioni”.
a.m.
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