Associazioni di categoria e sindacati insieme per la difesa del made in Italy

Migliorare la competitività e salvaguardare posti di lavoro, che rappresentano anche professionalità difficilmente recuperabili: questi i principi ispiratori del documento congiunto presentato oggi alla stampa dalle associazioni di categoria del tessile-abbigliamento (Smi, Associazione Tessile e Federazione Tessilvari) e dai sindacati del settore (Filtea Cgil, Uiltea-Uil e Femca-Cisl).
Un documento “storico”, per certi aspetti, su cui i soggetti interessati intendono ottenere l’attenzione del governo.
Paolo Zegna, presidente di Smi, ha posto l’accento sul clima di collaborazione che si respira attualmente fra i rappresentanti del settore e sul senso di responsabilità con cui le associazioni di categoria e i sindacati hanno lavorato alla stesura del documento (per una sintesi dei punti chiave, vedi notizia del 22 ottobre scorso su www.fashionmagazine.it). Le richieste contenute saranno portate all’attenzione della Presidenza del Consiglio in un incontro a Roma nei prossimi giorni.
Giorgio Giardini, presidente di Tessilvari, ha sottolineato come siano soprattutto le piccole aziende ad accusare i colpi dell’attuale congiuntura e che, per questo motivo, solo un insieme di provvedimenti articolati può salvaguardare il patrimonio di esperienza del made in Italy e le relative professionalità. Valeria Fedeli, segretaria generale della Filtea-Cgil, ha rinnovato l’impegno per tutelare e creare prospettive ai lavoratori del tessile, che non fanno notizia, ma i cui posti sono sempre più a rischio.
Per questo la “ricetta” individuata dal documento di politica industriale sta sia nella richiesta di ammortizzatori sociali, utili per ridare fiato alle imprese, sia soprattutto di provvedimenti che concretamente possano incoraggiare l’integrazione della filiera, la ricerca, l’innovazione e la formazione.
e.a.
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