Assosport: i programmi di Zanatta

Il presidente annuncia un censimento per individuare fisionomia e numero dei produttori italiani di articoli sportivi. Sul piano fieristico l'associazione non esclude un accordo strategico con Pitti Immagine. Questi i punti illustrati da Giancarlo Zanatta all’indomani della sua nomina a presidente di Assosport, avvenuta il 14 marzo scorso. In passato la forza di Assosport poggiava sulle fondamenta del Mias, ha spiegato Zanatta ma, finita questa fiera, l’interesse da parte degli associati nei confronti di Assosport è venuto a cadere. È opportuno tornare a lavorare in gruppo, garantendo all’industria italiana una rappresentanza politica anche a livello europeo, attraverso l’attività della Fesi (Federation of the European Sporting Goods Industries) con sede a Bruxelles. Non a caso, Zanatta è pure vicepresidente della Fesi (presieduta da Alberto Bichi) che a Bruxelles lavora a stretto contatto con le istituzioni comunitarie. “Puntiamo – ha detto Zanatta – a dividere il settore in tre grandi famiglie per poter lavorare in modo più razionale: l’abbigliamento, le calzature e i prodotti tecnici". "Intanto - ha proseguito - abbiamo promosso un censimento dei produttori di articoli sportivi in Italia". Una ricerca messa in campo attraverso il Museo dello Scarpone a Montebelluna e con la sponsorizzazione dell’Associazione Industriali di Treviso "che deriva anche dalla necessità da parte di Assosport - ha ammesso il presidente - di reperire i fondi necessari per continuare a operare. A settembre, nel corso di una convention, illustreremo i nostri programmi. L’intento è quello di tutelare gli interessi dei produttori a livello italiano ma anche mondiale". "Inoltre - ha concluso - stiamo lavorando alla modifica dello statuto di Assosport, ormai obsoleto”. Quanto alle fiere, per il momento Zanatta non pensa di far rivivere il Mias. Non è il periodo giusto per promuovere fiere, ha spiegato. Ma intanto cresce il numero delle rassegne locali dedicate agli articoli sportivi. E’ il sintomo di una necessità da parte del mercato? Forse. Ma Assosport non trascura queste istanze e guarda al futuro. Non si eslcude, fra le varie ipotesi, un accordo con Pitti Immagine Uomo, che di anno in anno ha accolto un numero crescente di aziende dell’universo sportivo. Ma sarà necessario trovare gli spazi adeguati. Probabilmente quando la manifestazione fiorentina emigrerà in un nuovo, più ampio polo fieristico: si parla con insistenza dell’ex area Fiat.
c.me.
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