Atl Group rileva lo stabilimento Omsa di Faenza: salve 120 operaie

Dopo mesi di battaglie e proteste, parte delle lavoratrici Omsa dello storico stabilimento di Faenza può tirare un sospiro di sollievo. Entro la fine del mese, la fabbrica diventerà infatti di proprietà di Atl Group, realtà di Forli specializzata nel settore divani.
Atl si è impegnata ad assorbire almeno 120 delle 237 operaie impiegate nella società del Gruppo Golden Lady. Il via alla nuova produzione è previsto in autunno.
Questa dunque la positiva novità scaturita dall'ennesimo tavolo sulla vertenza Omsa, svoltosi ieri a Bologna. Dopo due ore, le circa 30 persone partecipanti al confronto (tra cui il presidente della regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, e il numero uno di Atl, Franco Tartagni) sono giunte a un accordo, che prevede la trasformazione della manifattura tessile ex Omsa in fabbrica di arredamento, con il trasferimento di due stabilimenti di Atl Group - attualmente a Forlì - in quello faentino e il conseguente adeguamento degli impianti e acquisto di nuovi macchinari: un investimento complessivo pari a 20 milioni di euro, finanziato da un pool di banche.
Secondo quanto stabilito dal vertice tra le parti, altre 15 dipendenti in cassa integrazione saranno assunte in un negozio Golden Point che verrà avviato all'interno della stessa area, in quanto l'azienda di calze ha deciso all'ultimo di riservarsi una parte del terreno dove è sito il complesso produttivo.
Resta invece un punto interrogativo sul destino delle lavoratrici che non riusciranno a rientrare nel piano di riassetto dell'industria faentina. Su questo fronte, il segretario provinciale della Filctem Cgil, Renzo Fabbri, ha detto di essere pronto a impegnarsi per "innalzare il numero delle assunzioni delle operaie Omsa oltre le 120 unità già garantite".
Il Gruppo Golden Lady (Sisì, Philippe Matignon e Filodoro, tra gli altri marchi di proprietà), già alla fine del 2009 aveva annunciato che avrebbe chiuso lo stabilimento di Faenza per spostare la produzione in Serbia: decisione che aveva provocato un'alzata di scudi, con appelli e mobilitazioni su Internet.
a.t.
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