Avirex: nuova licenza per i guanti con Portolano e distribuzione nel mirino

Dal prossimo autunno-inverno Avirex inserisce in collezione i guanti: si tratta di una nuova licenza con la Portolano Guanti di Napoli. Prosegue intanto la ristrutturazione della distribuzione europea, in seguito alla creazione lo scorso anno di una struttura indipendente con sede a Milano, la Avirex spa presieduta da Alfredo Cionti, che gestisce il brand in tutta l’Europa.
Non ha voglia di strafare Cionti. E lavora con pazienza e grande attenzione allo sviluppo del marchio. "La Borsa non mi interessa e non sono indebitato con le banche, dunque mi concedo il lusso di fare le cose di cui vado fiero!" afferma. Il lavoro di Cionti, nelle ultime stagioni, è stato quello di ridare una nuova fisionomia alla distribuzione abbandonando l’ambito delle jeanserie e affrontando i negozi di abbigliamento maschile di livello elevato.
Una decisione nata nel preciso momento in cui ci si è resi conto che Avirex era ed è tuttora un brand richiesto da un pubblico maschile dai 25 anni in su . Un esempio lampante? “Fino a marzo dello scorso anno, in Francia eravamo presenti presso oltre 140 jeanserie – spiega Cionti –. Tutte azzerate! Ora siamo solo in sette negozi, però belli”. In Italia la situazione è molto diversa. Se fino allo scorso marzo Avirex era in 600 negozi, ora è venduta presso 480 canali, di cui 90 sono nuovi. Solo per citare alcuni nomi, oggi a Milano è possibile comprare Avirex da Pupi Solari, Biffi, Gemelli, Tincati.
“E i prezzi non sono cambiati – sostiene Cionti – Se prima un chino costava 150 mila lire, ora costa 75 euro”. Nel 2002 Avirex Europa ha registrato un fatturato di circa 30 milioni di euro, in linea con l’anno precedente. Ma nel 1999/2000 ne faceva 50 milioni circa. “Era il periodo in cui il marchio era gestito dalla Ateca di Carpi, di cui ero amministratore delegato. A un certo punto ci siamo resi conto che, dopo un avvio con crescite esponenziali, non si andava più avanti. E’ stato allora che ho iniziato a fare selezione nella distribuzione”.
Un percorso partito dunque dai tempi di Ateca, prima della costituzione di Avirex spa (lo scorso anno) che ha ottenuto la master licence per 15 anni dalla finanziaria olandese alla quale il marchio fa capo per l’Europa. Avirex vende per l’85% in Italia e si compone per il 50% circa di pantaloni, per il 20% di camicie, 20% di maglie e felpe, 10% di giubbotti (tra nylon e pelle). Le produzione è affidata a sub-licenziatari per le diverse merceologie. Progetti per il futuro? Cionti non ha voglia di correre. Accarezza l’idea di ripartire con la donna, sospesa a fine 2000. Ma attende tempi migliori.
c.me.
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