Bcg: per il lusso non c'è crisi. Nel 2011 raggiunta una spesa di 1.400 miliardi di dollari

Nel 2011 il mercato del lusso a livello globale ha toccato i 1.400 miliardi di dollari e per quest'anno le stime parlano di un'ulteriore crescita del 7%, anche se in rallentamento rispetto al +12% del biennio 2010-2011. Lo rivela uno studio di Boston Consulting Group (Bcg), che evidenzia anche il progresso della spesa relativa al segmento dell'experiential luxury (nella foto, un insieme di Fendi).
Sul podio dei Paperon de' Paperoni mondiali Bcg mette un Paese (ormai ex) emergente: la Cina. Entro il 2015 la nazione diventerà infatti il principale mercato del lusso su scala mondiale: un traguardo non lontano, se si pensa che già il 40% delle vendite dei brand di alta gamma dipendono dai consumatori della Repubblica Popolare, soprattutto quelli che viaggiano all'estero.
Tra i risultati degni di nota spicca soprattutto una virata nel comportamento d'acquisto, che in generale vede i ricchi spendere preferibilmente nelle esperienze esclusive (770 miliardi sul totale) piuttosto che in beni tangibili, come abiti, accessori o gioielli. Un trend che influenzerà soprattutto i prossimi anni: per la seconda categoria di prodotti, le stime parlano infatti di un incremento di spesa fra il 3% e il 7% da qui al 2014, mentre il segmento dell'experiential luxury (legato per esempio al wellness e all'avventura) guadagnerà un avanzamento del 12% .
a.t.
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