Beachwear made in Italy: l'export fa ancora fatica, ma verso l'extra Ue arrivano risultati

In occasione di Blue, l'evento che ha dato risalto ad alcune collezioni di beachwear durante Milano Moda Donna, sono state diffuse alcune stime sul settore, elaborate dal Centro Studi di Sistema Moda Italia: dopo essere stati risparmiati dalla crisi del 2009, i costumi da bagno hanno archiviato il 2010 con un giro d'affari di 544 milioni di euro (-4,7%).
Nel periodo gennaio-giugno 2011 il comparto fatica ancora a trovare slancio sui mercati internazionali: l’export fa registrare un calo del 2,3% rispetto ai primi sei mesi del 2010, attestandosi a 67,3 milioni di euro. Si riscontra tuttavia una dicotomia fra l’andamento in Europa e quello nei Paesi extra Ue. Oltre i confini del Vecchio Continente le esportazioni progrediscono infatti del 6,5%, sebbene solo un quarto della produzione made in Italy abbia questo tipo di sbocco. Di contro il mercato comunitario (che assorbe il 74,7% dell’export di beachwear dalla Penisola) arretra del 4,9%. In difficoltà soprattutto la Spagna, primo cliente di costumi italiani. Mentre in recupero appaiono la Russia, pur essendo il dato ancora negativo (-3,1%), l’Ucraina (+29,4%) e gli Stati Uniti (+36,8%).
e.a.
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