Belfe scommette sugli Stati Uniti

Belfe punta sul mercato statunitense con strategie mirate. In quest’ottica si inseriscono la riattivazione della showroom newyorkese e l’apertura di una struttura a Denver, con l’obiettivo di un contatto più stretto con i dettaglianti sportivi.
Come spiega Thierry Andretta, amministratore delegato dell’azienda di Marostica, "l’avamposto newyorkese era gestito in passato da un agente mentre ora c’è una persona diretta in loco, con la supervisione da Marostica". La volontà precisa è quella di un dialogo più serrato con un mercato ritenuto molto importante soprattutto per la collezione Post Card, che ha un posizionamento molto alto in negozi sportivi e presso una realtà del calibro di Bergdorf Goodman, e che negli Stati Uniti fattura 5 milioni di dollari. "Al momento si tratta di una linea quasi prettamente invernale - chiarisce Andretta - ma ora stiamo spingendo anche sulla parte estiva con la volontà di realizzare proposte di gusto yachting rétro e per il golf, che miriamo a distribuire presso gli yacht club e i golf resort di altissimo livello, oltre che nei canali già esistenti".
Anche con Belfe si torna a scommettere sugli Stati Uniti. Con la parte sport, per la precisione, e con un approccio elitario attraverso esclusive territoriali a circa 12/15 boutique di target alto. L’anima sportswear della collezione, invece, è ancora in fase di rodaggio. Ma anche altri mercati fanno gola alla Belfe che ieri ha inaugurato la nuova showroom in Corso Sempione dove le due etichette aziendali affiancano il brand Raid Gauloises, con cui è in corso un accordo di partnership quinquennale sul fronte produttivo, distributivo e di comunicazione. Le operazioni più recenti riguardano la Russia e l’Inghilterra con distributori locali.
E intanto si lavora al restyling, entro l’anno, del negozio monomarca di via San Pietro all’Orto, a Milano, e non si esclude di aprire, sempre nel 2003, monomarca anche per Raid Gauloises, per la precisione a Milano e Roma. "Abbiamo chiuso il 2002 con un fatturato di circa 73/75 milioni di euro, in linea con le aspettative", conclude Andretta. Una cifra inferiore rispetto ai 77 milioni del 2001 ma ora si torna a parlare di pareggio.
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