Benetton, Aeffe, Burani & Co.: le aziende della moda danno i numeri a sei mesi

Benetton introduce nel mix di prodotto proposte di maggior valore e investe in Paesi ad ampio potenziale di sviluppo, così i ricavi semestrali salgono del 2,9%, mentre Aeffe annuncia un +2,1% trainato dalle griffe “core”, Alberta Ferretti e Moschino. In calo i fatturati di Mariella Burani Fashion Group, It Holding e Stefanel.
Nella prima metà dell'anno, il Mbfg ha totalizzato un giro d'affari di 325,3 milioni di euro, dai 346,3 dello stesso periodo del 2007: un ribasso che, come spiegano i vertici, risente della cessione della divisione multi-brand retail, avvenuta lo scorso giugno (la crescita organica ha invece superato il 9%). L'utile ante imposte è passato da 9 a 12,8 milioni. Tre le operazioni che hanno interessato la società, va ricordato il recente lancio di un'offerta d'acquisto parziale (pari al 15% del capitale, al prezzo di 17,5 euro per azione) per opera di Mariella Burani Family Holding, controllata da Burani Designer Holding, la società della famiglia emiliana quotata sul mercato Aim di Londra che investe, tra gli altri, nei cosmetici e nei prodotti alimentari e fitoterapici.
Quanto alla holding guidata da Tonino Perna, che controlla i marchi Gianfranco Ferré, Malo ed Exté, ha visto le vendite di metà esercizio cedere 4,7 punti percentuali per un valore complessivo di 304,3 milioni di euro (-2,6% a cambi costanti). Il risultato netto è stato negativo per 9,9 milioni di euro dal precedente utile di 1,8 milioni: tuttavia, il presidente resta fiducioso sull'intero esercizio che, nelle stime, dovrebbe chiudere in linea con il 2007.
Il +8,4% di Moschino e il +5,7% di Alberta Ferretti (a cambi costanti) trainano invece il giro d'affari di Aeffe, che conclude il semestre a quota 146,5 milioni di euro. Il risultato netto è passato da 4,64 a 6 milioni di euro.
In casa Benetton, il turnover semestrale è salito a 996 milioni di euro (+5,1% a periodi comparabili), mentre il profitto netto è aumentato a 72 milioni dai precedenti 70. Sulla base di questi numeri, l'azienda di Ponzano Veneto ha confermato l'obiettivo di un incremento dei ricavi annuali del 6%, oltre a un +7% per ebitda ed ebit. Il Gruppo Stefanel ha invece archiviato il periodo con vendite per 139,4 milioni di euro, in flessione del 6,4%, con il business legato al brand Stefanel che ha subito un -2,6% (a valute costanti il dato è rimasto sui livelli del primo semestre 2007). La controllata Interfashion, penalizzata dalla conclusione della licenza Marithé + François Girbaud, non ancora compensata dal lancio della nuova linea High, ha invece accusato un -14,6%. In miglioramento, al contrario, le performance nel retail aeroportuale (Gruppo Noel-Nuance) ma l'utile totale di periodo risulta negativo per quasi 14 milioni di euro.
Tra le semestrali di fine estate anche quella del gruppo serico Ratti, che sta ultimando l'operazione di integrazione delle sedi operative di Guanzate, Malnate e Oleggio. La società ha visto scendere il fatturato a 49,2 milioni di euro (-7%) ma ha ridotto la perdita da 4,2 a 3,9 milioni. Nel settore della biancheria per la casa, penalizzato da una generalizzata contrazione nei consumi, Zucchi ha ridotto i ricavi a 110,8 milioni (-8,8%) e ha incrementato il passivo, portandolo da 3,1 a 11,6 milioni di euro. Nella calzetteria e nell'intimo, Csp (marchi Sanpellegrino, Oroblù e Lepel) ha consolidato il turnover sopra i 53 milioni di euro. Il gruppo, che si è recentemente rafforzato nel settore corsetteria con l'acquisizione di Liberti, ha tuttavia concluso i primi sei mesi dell'esercizio con risultato negativo di 0,5 milioni (da un utile di 1,6 milioni), su cui pesano maggiori investimenti in pubblicità e marketing per circa 3 milioni.
e.f.
stats