Benetton: trimestre non soddisfacente, ma in linea con le attese

I ricavi netti trimestrali del Gruppo Benetton segnano un -5,5% a 428 milioni: una riduzione in linea con le aspettative dei vertici (nella foto, il presidente Alessandro Benetton), che sconta il calo dei consumi in Sud Europa, Turchia, America Latina (Messico escluso) e Cina, nonché la modesta crescita negli Usa. Trend positivo, invece, per Russia, Corea e India.
"Il primo trimestre 2012 si è concluso, secondo le nostre attese, con un risultato non soddisfacente e ancora influenzato dai forti aumenti nei costi, in particolare delle materie prime, che già avevano caratterizzato gli ultimi trimestri del 2011 - ha commentato Biagio Chiarolanza, a.d. della società per le operations, le business unit estere e la finanza -. Sappiamo che la strada del riposizionamento non sarà semplice, e i risultati del primo trimestre ce lo confermano. Nel frattempo, il processo è stato avviato e proseguirà con determinazione, anche se la situazione di crisi economica in cui versano i principali mercati di sbocco del nostro prodotto non consente di prevedere una rapida ripresa".
Nei tre mesi il risultato operativo del gruppo è passato da 34 a 12 milioni di euro, principalmente per effetto, come spiegano da Ponzano Veneto, di un aumento dei costi delle vendite dirette (dovuto all'assorbimento di negozi già affidati a terzi) e del venir meno di alcuni proventi straordinari, non controbilanciati dalla riduzione dei costi di struttura. Nel quarter sono inoltre stati sostenuti oneri non ricorrenti legati all'offerta pubblica d'acquisto di Edizione Holding, finalizzata al delisting (il titolo verrà revocato dalla quotazione dal 31 maggio, con sospensione dalle negoziazioni per le sedute del 28, 29 e 30 maggio). L'utile netto trimestrale di Benetton si è così quasi dimezzato, da 19 a 10 milioni di euro.
A proposito dei prossimi mesi, la società fa sapere che gli ordini per la primavera/estate 2012 risultano in leggero peggioramento e prevedono un analogo trend per la stagione successiva. Nella seconda metà dell'anno si potranno però registrare gli effetti positivi dovuti al rallentamento della corsa dei prezzi delle materie prime. Tuttavia, per effetto della pressione sui ricavi, "il risultato operativo non potrà migliorare e, in conseguenza del maggior costo del debito, anche il risultato netto potrà calare leggermente".
e.f.
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