Biella: la Uib chiede lo stato di crisi, ma il distretto non si ferma

Il presidente dell’Unione Industriale Biellese, Luciano Donatelli, ha chiesto formalmente l’avvio dello stato di crisi per salvaguardare le imprese tessili e non farsi cogliere impreparati nel momento della ripresa. Nel frattempo, la fondazione Biella The Art of Excellence lancia una nuova iniziativa a Tokyo.
Una misura cautelativa, quella richiesta da Donatelli, al fine di garantire la sopravvivenza di produttori e operai, oggi a rischio di estinzione. “Tra un paio d’anni – ha sottolineato il presidente in un’intervista sulla stampa specializzata – quando la domanda di tessuti e abiti pregiati dal Far East si farà di nuovo sentire, l’Italia rischia di non avere più manifatture. Se non interverremo ci faremo del male”.
Non a caso proprio in Estremo Oriente si svolgerà una nuova iniziativa della fondazione Biella The Art of Excellence, che l’11 novembre sarà a Tokyo per una missione organizzata insieme all’Ice locale, volta a stringere collaborazioni strategiche con il mondo imprenditoriale del Paese. Nello stesso frangente avrà luogo anche un workshop dal titolo “La creatività diffusa di Biella alle radici del successo del made in Italy”.
“Che l’andamento del distretto sia negativo non è una novità – ha sottolineato Marco della Croce, vicepresidente della fondazione -. È vero, però, che negli ultimi mesi c’è stata un’inversione di tendenza, con una seppure lieve ripresa degli ordinativi. Ciò non significa che la crisi sia superata: ne avremo senz’altro fino al 2011”. Il settore tessile è il primo per importanza nel distretto biellese, con mille imprese registrate, circa 17mila addetti e (secondo dati diffusi dall’Unione Industriale Biellese) 4 miliardi di euro di fatturato, di cui il 35% proveniente dall’export”.
m.g.
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