Bilancio 2005 soddisfacente per il settore pellettiero

Il nuovo anno si preannuncia all’insegna dell’ottimismo per il comparto pelletteria, i cui dati economici 2005 sono stati resi noti questa mattina nel corso della conferenza stampa di presentazione di Mipel, rassegna di settore in programma dal 16 al 19 marzo.
Dopo un triennio di stagnazione del fatturato estero e un 2004 di forte recupero, il 2005 ha registrato un’ulteriore, seppur più lenta, crescita.
In salita le esportazioni, che sono aumentate in valore nei primi 11 mesi dell’anno del 9,4%, attestandosi a poco meno di 2.210 milioni di euro. In volume, le vendite verso i mercati internazionali sono lievitate dell’1,8%.
Sul fronte dei mercati di sbocco - tralasciando la Svizzera, caso a se stante di Paese di transito per merci destinate ad altri mercati -, il Giappone consolida (+20%) la propria posizione di partner commerciale principale per la pelletteria italiana, seconda fornitrice dopo la Cina di prodotti in pelle al Paese del Sol Levante.
Di segno negativo (-2,7%), invece, dopo la buona performance del 2004, il flusso commerciale verso gli Stati Uniti. In Europa avanza l'export verso Francia (+5,3%), Regno Unito (+1,9%), Germania (+11%) e soprattutto Russia (+31,5%) e Austria (+34,3%). Sulle piazze extraeuropee spiccano le performance di Hong Kong (+25,3%), Singapore (+24%) e Corea del Sud (+42,8%).
In aumento sono risultate anche le importazioni in Italia, a +13,7% in valore e + 7,8% in volume, incremento che viene legato all’outsourcing da parte di numerosi industriali nazionali di fascia medio-bassa.
Più della metà dei prodotti importati è di provenienza cinese: questo Paese ha segnato un progresso del flusso di merci verso la Penisola vicino al 19% e pari a circa 540 milioni di euro. Ma la Repubblica Popolare è ormai un avversario di cui si conoscono pregi, ma anche difetti. “Un altro Paese di cui bisogna preoccuparsi - ha dichiarato Mauro Muzzolon, direttore Aimpes - e che finora abbiamo sottovalutato è l’India, che in questi ultimi due anni ha fatto passi da gigante”. Restano ancora fermi i consumi interni, “strozzati dalle vendite anomale - precisa Muzzolon - cioè quelle di prodotti contraffatti, attraverso canali come i banchi dei mercati rionali”. In questo ambito la spesa è cresciuta solo dell’1%, attestandosi a 1.624 milioni di euro.
l.sc.
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