Borgosesia torna in nero e prepara la riorganizzazione societaria

Borgosesia, holding di partecipazioni attiva nei settori tessile, immobiliare e risparmio gestito, ha approvato il bilancio consolidato al 31 luglio 2007 con un utile netto in crescita a 14,82 milioni di euro. Via libera anche al piano di buy back di azioni proprie.
Il gruppo - in procinto di separare dal business immobiliare la divisione tessile Penelope Spa, che sarà quotata in Borsa (vedi fashionmagazine.it del 30 novembre) - ha chiuso il 2007 registrando un utile netto pari a 14,82 milioni di euro (-0,2 milioni al 31 luglio 2006) e ricavi consolidati per circa 78 milioni di euro, in flessione rispetto ai 138 milioni del precedente esercizio, “a ragione - si legge in una nota - della diversa area di consolidamento, che per l'esercizio 2007 non include il settore meccanotessile”. Il risultato infatti non tiene conto di quello conseguito dal gruppo Smit, dismesso lo scorso settembre, in quanto il nuovo management non ha fornito i dati in tempo utile. In particolare, nel settore tessile i ricavi hanno raggiunto quota 60 milioni di euro (+17,3%), l'ebitda 9,6 milioni di euro (+43,3%) e l'utile netto 3,52 milioni (1,56 milioni nel 2006).
A livello di marginalità, il gruppo ha registrato un ebitda in crescita a 15,99 milioni di euro (8,7 milioni al 31 luglio 2006), mentre il cash flow si è attestato a circa 13,08 milioni, dai precedenti 3,8 milioni. Positivo anche il risultato ottenuto dalla capogruppo Borgosesia Spa, che ha archiviato il 2007 con un utile netto di quasi 5,56 milioni di euro, in miglioramento rispetto al 1,2 milioni del 2006.
L'assemblea ha inoltre approvato un dividendo lordo di 0,06 euro per azione di risparmio e un piano di buy back fino al 4,92% del capitale sociale: “Un programma - specificano dall'azienda - finalizzato a garantire un adeguato volume di scambi e a dotare la società di uno strumento per realizzare operazioni di finanza straordinaria, come acquisizioni o aggregazioni con altri operatori”.
a.t.
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