Boselli annuncia nuove regole per il calendario

Il calendario è stato l’argomento caldo della conferenza stampa di presentazione di Milano Moda Donna tenutasi questa mattina a Palazzo Marino: 87 sfilate per 78 maison, più 87 presentazioni per 78 marchi e altre 44 su appuntamento, per un totale di 200 collezioni on show. Nel week-end punte di 18 passerelle al giorno. “Sfido chiunque a fare qualcosa di razionale con 18 défilé in un giorno: ci saranno problemi e diseconomie. Ma si doveva forse arrivare a questi eccessi per scatenare reazioni: a settembre il film sarà diverso” ha detto Mario Boselli, che ha voluto attorno a sé gli altri membri del Consiglio direttivo presenti in sala a testimonianza dell’unità della Camera Nazionale della Moda Italiana. Quindi ha annunciato nuove regole per la compilazione del calendario. Il prossimo settembre la fashion week meneghina dovrà durare sette giorni, da mercoledì a martedì, con almeno i cinque centrali retti da due o tre nomi forti. Ma questo sarà possibile, ha spiegato Boselli “solo se a decidere date e orari entreranno in gioco i decisori, i numeri 1, lo stilista, l’a.d., il direttore generale: insomma chi davvero può prendersi la responsabilità della scelta”. Sarà “una sorta di conclave” da cui si uscirà solo con la fumata bianca del calendario. Boselli ha tenuto anche a ricordare che la Camera non è solo l’ente che “fa i calendari” e ha sottolineato il lavoro svolto sul piano internazionale - “dove Cnmi gode del massimo rispetto e dove non si decide nulla senza il nostro accordo” - e il grande impegno sulla promozione dei giovani stilisti. Il presidente ha poi approfittato della presenza di due assessori - Giovanni Terzi e Massimiliano Finazzer Flory, che a loro volta hanno promesso un appoggio fattivo del Comune per rendere più interessante l’appuntamento di settembre - per rammentare al Comune un progetto che gli sta a cuore: il Milano Fashion Institute nell’area Garibaldi-Repubblica. “Mi è stato detto che non ci sono più soldi - ha concluso Boselli -. Ma finanziamenti si possono trovare. Insomma non ci lasciamo intiepidire su un’operazione come questa, che riguarda la formazione ed è dunque importante non solo per la moda, ma anche per Milano e per l’Italia”.
c.mo.
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