Brooks Brothers: espansione in Italia, pensando all’Europa

Finora il marchio statunitense Brooks Brothers è stato recepito dal consumatore italiano come sinonimo di camicie. Ora, partendo da una showroom e da un nuovo monomarca nel centro di Milano, la linea si accinge a mostrare la sua vera identità di total look. Per partire poi alla conquista di altri Paesi europei.
Giunto al traguardo dei 185 anni di età, il brand amato da una quarantina di presidenti degli Stati Uniti e da Humphrey Bogart si prepara al lancio in grande stile nel nostro Paese. E’ già operativo in corso Matteotti 7 a Milano il quartier generale della Retail Brand Alliance Europe: una società guidata da Manlio Massa per gestire il business di Brooks Brothers nel Vecchio continente, interamente controllata da Retail Brand Alliance (Rba), compagnia americana proprietaria del marchio di cui è presidente e titolare Claudio Del Vecchio (vedi fashionmagazine.it del 10 aprile scorso).
"Sempre in corso Matteotti 7 inaugureremo in settembre un monomarca – spiega a fashionmagazine.it Del Vecchio – sviluppato su 350 metri quadri, suddivisi in due livelli". Una boutique-salotto la cui inaugurazione ufficiale è prevista durante Milano Moda Donna, che riflette nell’arredo sobrio e confortevole, specchio di una tradizione che dura nel tempo, il concept degli altri shop Brooks Brothers nel mondo: 160 negli States e altri 65 in Giappone, tutti di proprietà. Esistono poi le insegne in franchising, una decina negli aeroporti statunitensi e altre quindici fra Hong Kong, Taiwan, Cina e Singapore.
"In Italia – prosegue Del Vecchio, che ha acquisito il marchio nel 2001 da Marks & Spencer – siamo attualmente presenti in circa 70 plurimarca, un numero che intendiamo raddoppiare entro un anno, pur nella massima selettività". "Puntiamo a realizzare un giro d’affari di 4 o 5 milioni di euro nella penisola prima della fine del 2004 – confida -. Una cifra che intendiamo triplicare nell'arco di tre anni".
Come sottolinea Del Vecchio, finora il pubblico italiano ha associato il nome Brooks Brothers essenzialmente alle camicie. "In realtà si tratta di un mondo molto più articolato – osserva –. Si pensi che le camicie contribuiscono al giro d’affari totale (pari a 650 milioni di dollari al retail, ndr), solo nell’ordine del 30%, una percentuale che nel caso specifico dell’Italia sale quasi al 100%".
Quindi Brooks Brothers uguale ad abbigliamento (principalmente per l’uomo, ma negli Usa sono commercializzate anche proposte per la donna e il bambino) e accessori, con una particolare attenzione alle calzature, sul mercato con i due brand Brooks Brothers e Peal (quest'ultimo interamente made in Great Britain).
Dopo lo sbarco a Milano cosa accadrà? "Non ci interessa impiantare una rete di monomarca in Italia – risponde Del Vecchio, presente anche all’interno del cda di Luxottica Group – intendiamo al contrario posizionarci nelle boutique plurimarca 'giuste', in sintonia con il nostro messaggio, eventualmente anche con corner. E poi guardarci attorno per muovere i primi passi in altre nazioni: per esempio Spagna e Francia dove è ipotizzabile un primo approccio dall'autunno del 2004".
In sintesi, è un momento importante per una collezione che, quando Del Vecchio l’ha presa in carico, era in perdita. "Contiamo di tornare all’utile nel 2003", informa il manager.
Quanto a Rba, questa realtà che Del Vecchio ha assorbito sei anni fa (e che allora si chiamava Casual Corner Group) ha alle spalle una storia di oltre mezzo secolo legata principalmente alla catena di negozi di womenswear Casual Corner (1.100 tutti negli States), ma non solo. Nel 2001, infatti, sono entrati a fare parte del business, oltre a Brooks Brothers, anche i bijoux Carolee e il brand di prêt-à-porter femminile Adrienne Vittadini. Per farsi un’idea delle dimensioni di Rba basta dare un’occhiata al fatturato: 1.400 milioni di dollari.
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